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TI AMO IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO

di Leonardo Pieraccioni

Sceneggiatura: Leonardo Pieraccioni, Giovanni Veronesi
Fotografia: Italo Petriccione
Montaggio: Stefano Chierchiè
Musiche: Gianluca Sibaldi
Interpreti: Leonardo Pieraccioni, Giorgio Panariello, Marjo Berasategui, Massimo Ceccherini, Giulia Elettra Gorietti, Rocco Papaleo, Francesco Guccini
Produzione: Levante Film, Medusa Film
Distribuzione: Medusa
Nazionalità ed anno: Italia, 2005
Durata: 100’
TI AMO IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO
1 e mezzo
Ti amo in tutte le lingue del mondo: è ormai assodato che Pieraccioni sia fatalmente attratto dall’internazionalità. E chi non lo è, d’altra parte? Ma dal percorso “that’s America” de Il mio west, che vedeva il “nostro” affiancato da mostri sacri come Harvey Keitel e David Bowie, la sua nuova commedia natalizia è assai lontana.
Il toscanaccio Leonardo al massimo si è spostato da Firenze a Pistoia, dove è ambientato il film, e il titolo poliglotta altro non è che un’etichetta al tormento di un disperato amore nutrito nei suoi confronti da una adolescente. Pieraccioni è Gilberto, un professore di educazione fisica, sposato, e quotidianamente preso di mira da Paolina, sua studentessa, che gli manifesta il suo amore scrivendo “ti amo” in varie lingue su giallissimi post-it. Una sera Gilberto incontra Margherita, una psicologa per animali, che lo coinvolgerà in una situazione alquanto imbarazzante…
Romanticismo ma soprattutto tante risate e gag a non finire. Ti amo in tutte le lingue del mondo è una visione piacevole ma non indispensabile: si tratta di una commedia perfettamente costruita sul paradigma (vincente? Al box office pare di sì) furbescamente messo a punto da Leonardo Pieraccioni attore, regista e sceneggiatore, in quest’ultimo ruolo ancora affiancato dall’immancabile Giovanni Veronesi, il cui Manuale d’amore ha reso neo “divo” della commedia italiana post-2000. Immancabile anche l’attrice deb, in questo caso  sono addirittura due: la spagnola  Marjo  Berasategui (Margherita) e Giulia Elettra  Gorietti (la giovane Paolina). Ma i punti di forza del film, come è normale aspettarselo, vengono dalla sua vis comica, allestita su un cast di attori-amici già ben consolidati: Giorgio Panariello nei panni del fratello un “po’ tocco” di Leonardo-Gilberto, Massimo Ceccherini trasformato in frate un po’ new age e Rocco Papaleo, collega professore di matematica dai gusti un poco sadomaso. Inattesa e dai risultati positivi è la partecipazione al cast del grande cantautore Francesco Guccini, nei panni del preside della scuola dove insegna Gilberto.  Sfizio “pieraccionesco”, che ha voluto accanto a sé un suo idolo musicale da sempre.
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Pieraccioni è forte.
In ogni film impiega meno di quaranta minuti (non effettivi) per conquistare la bellona di turno.
Il guaio è che il film dura sempre un'ora e mezza.


Mer, 14/12/2005 - 15:11

Tu dici che Pieraccioni è forte, spero in modo "ironico", visto quello che scrivi dopo. COme si suol dire ad Oxford "mi hanno rotto il pazzo" questi finti comici che basano tutto su due parolecce due tette due chiappe e un buchino... Non è cinema. E poi con le loro battute finte toscano...

Lun, 19/12/2005 - 01:23

era ironico.
purtroppo la comicità toscana è meno esportabile di quanto sembri, e le battute in rima baciata fanno ridere solo lì. Anche Amici miei, fuor di Toscana, è recepito al 40%.
Ma qui di comicità toscana non c'è traccia, piuttosto c'è una certa volgarità.
Eppure Panariello e Ceccherini meriterebbero qualcuno che li valorizzasse...


Lun, 19/12/2005 - 18:17