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LA VIE EN ROSE (La Môme) – BANDE ORIGINALE DU FILM

di Artisti Vari

Track listing:
1me Chapitre - LES CHANSONS DE PIAF
1. Heaven Have A Mercy 3:41
2. Milord  4:30
3. Rien De Rien 2:19 
4. La Foule 2:57
5. Cri Du Coeur 2:39
6. La Vie En Rose (English version) 2:25
7. Padam Padam 3:27
8. Mon Dieu 3:25
9. L'Hymne A L'Amour 3:26
10. Mon Manege A Moi 3:01 
11. Non, Je Ne Regrette Rien 2:22 
2me Chapitre - LES MUSIQUES ORIGINALES
12. L'Eveil 1:04
13. Mon Legionnaire (piano solo) 1:20
14. Lisieux  2:32
15. La Mort De Leplee ("Mon Legionnaire") 1:07
16. Apparition  1:31
17. L'ABC  2:28
18. L'Arrestation ("Mon Legionnaire") 1:17
19. L'Idylle 2:28
20. Derniere Nuit  7:29
3me Chapitre - LES CHANSONS ADDITIONELLES
21. Mon Homme (interpreté par Jil Aigrot)  1:27
22. Les Momes De La Cloche (interpreté par Jil Aigrot) 3:53
23. Les Hiboux (interpreté par Jil Aigrot) 1:03
24. Fascination (interpreté par Maya Barsoni) 3:55
25. Il M'a Vue Nue (interpreté par Mistinguett)  3:16
26. La Poupee  1:41
27. Vie En Rose (accordéon) 2:08

Durata totale: 72:03
Etichetta: EMI Classics
Anno: 2007

LA VIE EN ROSE (La Môme) – BANDE ORIGINALE DU FILM
5

Poche volte, nel tracciare un discorso sulle soundtracks, si utilizza l'espressione "assolutamente da comprare", coscienti del fatto che  non sempre la musica per un film riesce a vivere di vita propria al di là della proiezione. Ci sono pochi esempi, il più lampante è quello di Lezioni di Piano di Michael Nyman, vero e proprio must (forse uno degli score più belli mai composti) e anche Le onde del destino, gioiello di canzoni anni 70. Ma oggi, al fianco di questi due campioni, se ne aggiunge un terzo: La vie en rose.
I puristi arricceranno il naso e punteranno il dito accusatorio su un insieme di canzoni non originali e stra-famose, ed è così che per questo soundtrack possiamo scegliere due voti: il minimo ed il massimo. Chi scrive sa benissimo che voto dare, e sa anche perché bisogna avere questo cd  in una collezione o in una normale raccolta variegata di musica. La vie en rose è un disco storico ed imperdibile che ripercorre la carriera di una delle massime cantanti del secolo scorso: Edith Piaf.
In un ormai consueto stato di pigrizia inventiva sul versante pop (nazionale ed internazionale) certamente farebbe molto bene prestare almeno un ascolto a questo cd, dal momento che regalerebbe sicura ispirazione, perché  si ascolterebbero alcune delle canzoni più belle di tutto il pop del novecento. Eh sì, la Piaf era una cantante pop  per i temi che trattava e per i tempi in cui ha regalato la sua arte, senza contare che la sua vita è simile e, forse, più interessante di quella di molte rockers attuali (amori tragici, infanzia trascorsa in un bordello, alcol e droga). E  come una rock star, lei cantava il sesso (Milord, un uomo da dover rendere felice per strada), la rabbia (Heaven have a mercy) e la forza di andare avanti (Non, je ne regrette rien), con accompagnamenti arditi, sofisticatissimi, e con una voce da far accapponare la pelle. Bisogna avere questo cd, perché in 27 tracks (divise in tre parti, "Le chansons de Piaf", "Le musiques originales" e "Le musiques additionelles") si snocciola al meglio l'essenza di una grande artista, e anche perché è doveroso, per le nuove generazioni, conoscere la Piaf,  lasciarsi conquistare dalla sua voce elegante e potentissima. Ascoltando Non je ne regrette rien, in versione originale e rimasterizzata, non si può non avvertire l'intensità del dolore di questo "passerotto" mentre, cosciente della sofferenza e delle perdite della vita, ha la forza e la voglia di dire "je repare à zero" (ricomincio da zero). Interessantissimo è poi il cotè esterno del cd, dal momento che non tutte le canzoni sono state cedute;  si prova piacere nell'ascoltare  pezzi storici come Mon homme eseguita da Jill Agirot, oppure la dura Mon Legionnaire rivisitata con il solo ausilio del pianoforte.  La parte centrale del cd è affidata alle composizioni/riarrangiamenti di Cristopher Gunning che crea un tessuto emotivo (Abc) di notevole spessore, relegando agli archi  e al pianoforte  il compito di sottolineare la vita della grande Edith.
È buffo ma, stavolta, sarà questo soundtrack ad avere maggiore spessore e vita del film a cui è legato (peraltro molto bello).

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