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A CASA NOSTRA
di Francesca Comencini
Cast: Luca Zingaretti, Valeria Golino, Giuseppe Battiston, Laura Chiatti, Luca Argentero, Bebo Storti, Teco Celio, Fabio Ghidoni, Cristina Maria Suciu, Valentina Lodovini
Nazionalità e anno: Italia, 2006
Distribuzione: 01 distribution
Edizione: italiano
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 2.0
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 97' (sulla fascetta è indicato 87')
Extra: Trailer (1'36"); Commento audio del regista; Backstage (4'59"); Intervista a Francesca Comencini (4'17"); Intervista al direttore della fotografia Luca Bigazzi (4'21"); Interviste al cast (21'28").
Note: Prodotto di buona qualità. Audio potente e ben equilibrato grazie ad una buona equalizzazione dei toni e dei livelli, dal suono nitido e limpido.
Ottima la qualità video dai colori brillanti e nitidi, ben contrastati, che rispecchiano la bella fotografia di Luca Bigazzi, livida e cupa, come gli animi dei personaggi che si muovono sullo schermo...
Extra interessanti, soprattutto le interviste. Deludente invece il making of.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.01distribution.it/
Titolo originale: A casa nostra
Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Buona
Il calcio... inizia così il film, con una serie di personaggi che prima di parlare di riciclaggio, di soldi, di vile denaro... parlano di calcio, di Gattuso, dell'Inter, di Materazzi che è l'unico giocatore italiano dell'Inter... Cifra di un mondo italico che passa facilmente da chiacchiere da "bar dello sport" a parlare di denaro, di somme ingenti... Ma anche, e soprattutto, cifra di due mondi corrotti, quello della finanza e del calcio, due mondi dove il denaro fa girare tutto. Il denaro come "oppio dei popoli"... Semplici fogli di carta con dei numeri sopra che indicano il potere e che muovono masse ingenti di denaro virtuale ma che poi diventa reale... Un mondo corrotto dal potere, dai soldi, dal potere d'acquisto che si ha, e il tutto con dei semplici foglietti di carta colorati...
Francesca Comencini intreccia storie che si sfiorano, si toccano, si vanno ad intersecare in un'Italia che affonda nei suoi malesseri endemici. Malesseri che hanno origine dalla vanità e dalla vacuità delle emozioni e dei sentimenti degli individui. Banchieri, commercialisti, modelle, prostitute, semplici operai, magistrati tutti insieme in questo "sporco gioco della vita", tutti fantasmi di una vita non vita che si aggirano in una Milano cupa, nera, straniante e straziante. Una città dolente come l'animo dei personaggi. Personaggi che cercano una loro collocazione nella vita, nel mondo. In un panorama umano di grande solitudine, di esseri che vagano nella speranza di trovare qualcosa che li faccia sopravvivere a loro stessi. Un vuoto di sentimenti e di ideali, un vuoto di umanità a scapito del nulla, di una ricerca ossessiva del potere, potere da esercitare in ogni modo e in ogni forma...
Ma anche della ricerca ossessiva di trovare dei sentimenti in un mondo che lascia soli. Personaggi che sono ombre che si aggirano nella notte dei sentimenti e delle emozioni.
E sullo sfondo una Milano che ci ricorda quella de La notte, il film di Antonioni, superficiale, che rincorre se stessa in un gioco delle parti che non esiste più, nella cieca disperazione di trovare sostegno dal superfluo, dove la cecità dei personaggi è come la tetra luce che incombe sulla città.
Un film che racconta un'Italia che si pensava scomparsa (da parte di alcuni) ma che esiste ancora, e come se esiste. Un'Italia allo sbando, allo sfascio sociale e culturale, dove non c'è ancora di salvezza per nessuno, buoni e cattivi, tutti sulla stessa barca che va alla deriva, senza possibilità di approdo. Un Italia che non esiste più (quella che vorremmo), e forse non è mai esistita ma che è solo frutto dei nostri desideri... E la Comencini colpisce al cuore con la sua idea distaccata ma accorata di narrare queste storie che fanno parte di noi. Un bel film che merita (assolutamente) di essere visto...


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