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NUMBER 23
di Joel Schumacher
Sceneggiatura: Fernley Williams
Fotografia: Matthew Libatique
Montaggio: Mark Stevens
Musiche: Harry Gregson-Williams
Scenografie: Andrew Laws
Costumi: Daniel Orlandi
Interpreti: Jim Carrey, Virginia Madsen, Logan Lerman, Danny Huston, Rhona Mitra, Lynn Collins, Mark Pellegrino
Produzione: New Line Cinema, Contrafilm, Fingerling Films
Distribuzione: 01 distribution
Nazionalità ed anno: Usa, 2006
Durata: 95'
Data di uscita: 23 aprile 2007
Titolo originale: Id.
Sito ufficiale
Sito italiano
Soundtrack
Fra gli avvenimenti da mettere in fila ci sono nell'ordine un raffreddore imprevisto, una risposta scortese data a una collega di lavoro poco avvenente e un cane rabbioso che si è nascosto nel retro di un ristorante cinese: la concatenazione casuale di questi tre eventi fa sì che Walter Sparrow si ritrovi tra le mani un libro, scritto da un tale Topsy Kretts, che parla dell'ossessione per il numero 23.
Robin è un marito innamorato, un padre esemplare e un accalappiacani ben felice del suo lavoro, ma, potenza della letteratura, viene a tal punto avvinto dalle narrazioni numerologiche del signor Kretts che, tempo due giorni, è più che disposto a buttare tutto alle ortiche pur di scoprire il mistero che si nasconde dietro al numero.
Joel Schumacher è un intelligente produttore di blockbusters e un regista che fa il suo lavoro con la stessa abilità di un ottimo falegname a cui viene richiesta una libreria tre metri per due per la parete est di un soggiorno. Alla libreria non manca niente, e gli si sarebbe potuto chiedere ugualmente un tavolino, una scrivania, una rastrelliera per le scarpe, un guardaroba a tre ante. Questa volta gli è stata proposta una storia sull'ossessione, il cui spunto è rappresentato da una fissazione numerologica pretestuosissima: vabbè che nella storia le ricorrenze del numero 23 sono parecchie, ma a questo proposito potremmo raccogliere le proteste del 7, del 18, del 35, che ci sono anche loro, e poi ci resta soltanto da chiamare i numeri della tombola. Ma poco importerebbe (del resto l'ossessione non perde di forza per la sua gratuità, si trattasse anche di tubetti di maionese o di marche di detersivo), se non fosse che il film ammicca continuamente allo spettatore come se quest'ultimo dovesse, anche in minima parte, paventare il rischio costituito dal maligno e ricorrente numero 23 (che è la data della morte di Luigi XVI, del patto Molotov-Ribbentrop, e del compleanno di Rocky Roberts, e questo sì che fa paura). Il gioco ovviamente non funziona, causando piuttosto impagabili momenti di umorismo involontario, e quando il film recupera un qualche obiettivo più congruo (perché mai un simpaticissimo accalappiacani dovrebbe cominciare a fantasticare su suicidi e accoltellamenti?) la misura delle somme e delle sottrazioni è già stata abbondantemente colmata.
Che poi la storia dietro l'ossessione, quella che la spiega e la motiva più a fondo (ché nemmeno un teorico della cospirazione, senza una ragione adeguata, si farebbe coinvolgere da questa sorta di paura del pallottoliere) è piuttosto macchinosa e stentata, anche se almeno ha come spunto il rapporto tra una realtà quotidiana, che di fatto è la vera illusione, e una fantasticheria romanzata, che è la realtà molto più di quanto le somigli, e l'idea non dispiace. Si capisce perché un ottimo attore come Jim Carrey si sia fatto sedurre dal copione, che gli offriva la possibilità di interpretare un doppio ruolo e di trasformare ancora una volta il suo volto sorridente e irresistibile in una maschera inquietante, ma c'erano sicuramente occasioni migliori.
Il remake di Omen usciva il 6/6/06, il settimo libro di Harry Potter uscirà il 7/7/07, questo Number 23, manco a dirlo, salta l'uscita di venerdì e si trasferisce a lunedì per uscire il 23. Chissà se la cosa aiuterà.


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