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A LECCE L’EUROPA PROTAGONISTA

Nutrita la sezione internazionale dell'ottava edizione del Festival salentino. Da segnalare le due retrospettive dedicate a Theo Angelopoulos e Valeria Golino

A LECCE L’EUROPA PROTAGONISTA

Nutrita di proposte e presenze cinematografiche, l'8° edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce (17-22 aprile) sta confermando l'appuntamento salentino come uno dei più interessanti di questo versante del Meridione d'Italia. Ed è in particolare il concorso internazionale a concentrare il valore della rassegna, accorpando 10 opere in anteprima nel nostro Paese, provenienti da ogni angolo d'Europa: Norvegia, Danimarca, Italia, Francia, Portogallo, Germania e Ungheria, Bulgaria, Polonia, Croazia e Slovenia per quanto riguarda le regioni dell'Est.
Da queste, in particolare, alcune delle storie più affascinanti. È di produzione croata, infatti, il bel film The Melon Route (La strada del melone), diretto dal regista cine-televisivo Branko Schmidt, che attraverso l'incontro "senza parole" tra un bosniaco e una cinese sullo sfondo di una Bosnia post bellica, mette in evidenza la reale uguaglianza di fondo di tutti gli esseri umani. Assioma nel quale l'autore ha dichiarato di impostare la sua espressione artistica.
E sempre nella martoriata terra di Sarajevo è ambientato il tedesco-sloveno Warchild, del regista bavarese Christian Wagner, in cui si racconta di una giovane madre alla ricerca della propria figlia adottata a sua insaputa in Germania, mentre lei era rinchiusa in un lager durante la guerra dei Balcani. Profondamente segnate dalle tristi conseguenze del conflitto dell'ex Jugoslavia, entrambe le pellicole rivelano sensibilità non comuni nel tratteggio di esistenze marginali e rapporti umani sempre al limite.
Totalmente intimista è invece l'opera della francese Viviane Candas, Suzanne, pellicola sul filone dei sentimenti senili eppur sempreverdi. Mentre proposta italiana della competizione è rappresentata da Riparo di Marco Simon Puccioni, già visto e recensito nel corso dell'ultima Berlinale,  dal nostro Paese arriva anche uno degli eventi speciali della rassegna, in anteprima assoluta, Il rabdomante di Fabrizio Cattani. Nel film, girato nell'arida e selvaggia campagna lucano-pugliese con alcune sequenze a Matera, si pone l'attenzione sulla monotona e solitaria vita di Felice (Pascal Zullini) che accoglie in casa una malcapitata ragazza dell'Est, ricercata da alcuni malavitosi della zona. L'uomo, che ha il dono di sentire la presenza dell'acqua nel sottosuolo, difenderà la giovane a costo della propria vita e le permetterà di tornare in madrepatria.
A corollario dei titoli in programma, il festival presenta due retrospettive importanti ma soprattutto coerenti con il Paese quest'anno protagonista alla kermesse, la Grecia (sezione Cinema Euromediterraneo): una dedicata al grande autore Theodoros Angelopoulos (nella foto) e una all'italiana Valeria Golino, che alla Grecia deve i suoi natali. Tre, inoltre, gli attori chiamati a tenere incontri col pubblico sul proprio mestiere: Claudio Santamaria, Fabrizio Gifuni e Valentina Cervi. Tra gli eventi speciali, infine, la presenza di Gianni Minà e dei suoi racconti cinematografici cubani.

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