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SHOOTER - Music from the motion picture

di Mark Mancina

Track listing:
1. Shooter Main Titles 2:24
2. Swagger Contemplates 1:04
3. Swagger Visits Target Sites 2:52
4. Swagger Cuts the Power / Memphis in Church 3:02
5. River Barge Escape 2:54
6. Infiltrating the Cabin 3:25
7. Recon Report / Motorcade 3:39
8. Swagger Finds Sarah 2:01
9. Meeting in the Mountains 8:16
10. Assassination 5:55
11. Memphis' Theory 1:47
12. Brothers in Arms 5:42
13. Sarah & Swagger 1:34
14. Shootout in Virginia 4:53
15. Revenge 4:10
16. "Nasty Letter" - Otis Taylor 5:05

Durata totale: 58:43
Etichetta: Lakeshore Records
Anno: 2007

SHOOTER - Music from the motion picture
2 e mezzo

Parte minacciosamente tranquilla la soundtrack di Shooter curata da Mark Mancina, specializzato in thriller e in cartoon: percussioni etniche sullo sfondo e mai protagoniste, sibili tendenti al rumore come presenza inquietante, violini premonitori che ricreano un'atmosfera di sotto-genere presente, palpabile e ossessiva. E continua a lavorare sul tema e l'idea di una nevrosi sopita e sempre presente, un senso d'imminenza che tarda ad arrivare, racchiuso in suoni dilatati, talvolta minimal su cui s'impiantano brevi segmenti efficaci, picchi d'elettrocardiogramma inattesi stonati con il resto.
Segue quindi il breve Swagger Contemplates, frammento malinconico evocativo di un passato che poco chiarisce le idee, il cui motiv viene ripreso nella successiva Swagger Visits Target Sites, dove irrompe per un tempo piccolo una breve sezione ritmica poco omogenea con il pezzo. Ma è un attimo appena, e siamo già al terzo pezzo.
Lavora di sottrazione anche Swagger Cuts the Power / Memphis in Church che viaggia su accordi lenti, dilatati ed avvolgenti, un'ansia al ralenti che sembra fatta apposta per un thriller narcotizzato e riflessivo. E se Infiltrating the Cabin usa l'elemento epico come stonatura interna, Recon Report / Motorcade torna alle percussioni elettroniche che stavolta si dilungano e assumono toni eroici, creando nuovi contrasti interni. Seguono le più impegnative Meeting in the Mountains e Assassination, entrambe tripartite su movimenti lento-veloce-lento o Memphis' Theory, dove i ritmi sostenuti restano sempre presenti nell'ossessivo sottofondo.
Il finale e' tutto in crescendo, Shootout in Virginia ma soprattutto Brothers in Arms, che richiama suggestioni herrmann-hitchockiane; la conclusione e' lasciata alla voce dolorante di Otis Taylor e ai suoi arpeggi sghembi. Una colonna sonora che fa di un'inquieta contraddizione il suo marchio di fabbrica.

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