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SCAMARCIO - GERMANO: DIVISI DALLA POLITICA, UNITI DALL’AMORE
Dal 20 aprile nelle sale Mio fratello è figlio unico, ultimo film di Daniele Luchetti con protagonisti i due talenti italiani di ultima generazione
Cast al completo o quasi, quest'oggi, per la presentazione di Mio fratello è figlio unico, ritorno alla regia in grande stile (producono Warner e Cattleya) di Daniele Luchetti dopo la poco felice esperienza di Dillo con parole mie. Con lui, oltre ai protagonisti Elio Germano e Riccardo Scamarcio (nella foto col regista), anche un convincente Luca Zingaretti, le giovani Diane Fleri e Alba Rohrwacher, l'irresistibile Vittorio Emanuele Propizio e gli sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia.
Il film, tratto dal libro Il fasciocomunista di Antonio Pennacchi, è incentrato sul rapporto tra due fratelli dalla visione del mondo e della politica diametralmente opposta nell'Italia di provincia (leggi Latina) che dagli anni 60 si prepara inesorabilmente agli anni di piombo. Scelte diverse, strade diverse li separeranno.
"Abbiamo cercato di discostarci dal romanzo, a partire dal titolo" spiega Luchetti. "Quello del film è venuto fuori quasi per caso, ero con il mio Ipod zeppo di musica ed è uscita per incanto la canzone giusta, quella di Rino Gaetano. Nel film non l'abbiamo usata, ma guardandoci abbiamo capito che aveva senso usarne il titolo per il film".
Un film che abbraccia, com'è tradizione di una sceneggiatura di Rulli e Petraglia, che ambisce all'affresco storico, e al racconto di un'epoca: "Credo sia evidente come come abbia nostalgia per quegli anni, la politica era parte del quotidiano. Quello del film è un percorso emotivo che tutti in un modo o nell'altro abbiamo percorso. Ecco il perché dell'affetto con cui abbiamo trattato tutti i personaggi, a partire da Accio/ Elio Germano, ex seminarista dapprima fascista e poi simpatizzante comunista: sarebbe stato sciocco farne un mostro." Conferma Rulli: "Ciò che resta del libro è l'energia espressa dai personaggi, la loro voglia di misurarsi con la realtà."
Curioso il lavoro con gli attori: "Non abbiamo mai provato prima di girare. Volevo il respiro casuale ma emotivo di un documentario sul set, a costo di lavorare in modo diverso e rinunciare a quei "totalini" che sono i primi cose a esser girati per non avere rischi al montaggio. Ecco perché ho cercato di non far recitare Elio e Riccardo, ma di renderli più naturali possibile. La lettura del copione, inizialmente, era stata un disastro."
Elio Germano conferma la sua attitudine perfezionista: "Per la parte mi sono documentato moltissimo, anche con filmati. Mi piace che Accio sia estraneo a tutto quel che lo circonda nel corso degli anni. Volevo dare tridimensionalità al personaggio raccontandolo in modo opposto, da moralmente poco raccomandabile a bambino in cerca d'affetto. La spontaneità di Daniele mi ha aiutato molto."
"Al contrario di Elio, non ho effettuato una preparazione particolare per il ruolo" ammette Scamarcio, "ma devo dire che è stata un'esperienza importante per noi lavorare con lui. Ci ha lasciato notevole libertà davanti alla macchina da presa."
"Assolutamente", ironizza Luchetti. "Gli attori sono stati tutti liberi di fare quello che volevo...io."
Inevitabile che in sala riecheggi il paragone con un illustre predecessore in materia di passato prossimo della storia italiana, La meglio gioventù. "Sinceramente non ci abbiamo pensato", risponde Petraglia. "In realtà lì si affrontava il periodo dai 70 agli 80, che qui viene solo sfiorato ai suoi albori. La vicenda comincia nel 1962, e anche se non diamo date certe direi che si conclude intorno al 1973-75".
Si ride molto nel film, specie nella prima parte, dove il confronto familiare tra fratelli si risolve spesso nello sfottò o nella schermaglia fisica. "C'è molta ironia, è il mio modo di raccontare", conclude Luchetti. "Mi sono posto con molta onestà intellettuale nei confronti di questo film, senza pensare a ripetere ciò che mi era venuto bene in passato. Il risultato è che il film ha la mia voce, e un po' mi assomiglia."
Mio fratello è figlio unico, distribuito da Warner Bros. Italia, uscirà il 20 aprile in 500 copie.


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