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7 KM DA GERUSALEMME: MILLE KM DALLA SERENITÀ
Presentato il tribolato film di Claudio Malaponti, nelle sale (beghe legali permettendo) dal prossimo 6 aprile per Mediafilm
Raramente, prima di questa presentazione, si era riscontrata una così forte coincidenza tra realtà e fantasia, tra cinema e sala. Sembrava, infatti, di assistere ad un remake de La rosa purpurea del Cairo. Questa potrebbe essere, in poco più di due righe, la sintesi della conferenza stampa svoltasi questa mattina alla Sala Trevi di Roma per presentare il lungometraggio di Claudio Malaponti, distribuito da Mediafilm ("presumibilmente" da venerdì 6 aprile in circa 50 copie) ed intitolato 7 km da Gerusalemme: la storia di un pubblicitario over 40 che abbandona la sua vita e si porta a Gerusalemme, dove si imbatterà in un personaggio che gli dichiara di essere Gesù...
Sembra che l'opera in questione sia nata sotto la stella cometa del tafferuglio mediatico. Presenti gli attori (Luca Ward, Alessandro Etrusco - nella foto, Alessandro Haber e Rosalinda Celentano), il regista Malaponti e l'autore del romanzo cui il film è ispirato, Pino Farinotti: il dibattito ha assunto immediatamente i toni dell'incontro di pugilato. Il primo ad esplodere è stato Haber che, dopo aver difeso a spada tratta il cinema italiano ("Ci sono tantissimi registi che fanno opere prime, opere seconde, bellissimi film. Io mi riconosco in questo cinema italiano, con tutte le sue difficoltà. Tutto il cinema italiano non ti piace?") in contrasto con Malaponti, il quale ha dichiarato: "Il cinema italiano racconta sempre storie minimali, tristi, violenze ed altre cose in cui io non mi riconosco", ha abbandonato la sala per poi farvi ritorno teatralmente una decina di minuti dopo e scomparire nuovamente in seguito ad un pesante diverbio con la Celentano. Se questo è ciò che ci si deve aspettare dalla conferenza stampa di un film su un uomo che incontra Gesù, a meno di una settimana dalla Pasqua, ben vengano Fantascienza ed Horror. Generi ben più realistici e coerenti.


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