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IL PAESE DI VICARI. E QUELLO CHE FU SOTTO GLI OCCHI DI IVENS

Dal prossimo 20 aprile nelle sale Il mio paese di Daniele Vicari. Congiuntamente a L'Italia non è un paese povero, opera che Joris Ivens realizzò nel 1960 insieme ai fratelli Taviani

IL PAESE DI VICARI. E QUELLO CHE FU SOTTO GLI OCCHI DI IVENS

In un necessario tour de force filmico, ha avuto luogo ieri mattina - alla Casa del cinema di Roma - la conferenza stampa di presentazione dell'ultimo documentario del bravissimo Daniele Vicari (nella foto), intitolato Il mio paese. Presentato insieme al lungometraggio cui si è ispirato, L'Italia non è un paese povero di Joris Ivens. Questo pregevole lavoro di Vicari uscirà nelle sale italiane il 20 aprile prossimo con dieci copie in pellicola ed un certo numero di copie in DVD, distribuito creativamente e sensibilmente dalla Vivo Film, in collaborazione con ARCI/UCCA.
Presentato nel 2006 a Venezia come evento speciale nella sezione Orizzonti, Il mio paese ha ricevuto il plauso di Virgilio Tosi (autore del volume "Joris Ivens - Cinema e utopia") che si è complimentato con Vicari durante la conferenza, per la qualità di questa sua opera dal titolo zavattiniano, stigmatizzando il comportamento della Rai di allora, la quale punì con la censura sia Enrico Mattei (era presidente dell'Eni e commissionò il documentario) sia Ivens, facendo uscire L'Italia non è un paese povero mutilato, d'estate e con il titolo cambiato, come ci ha ricordato lo stesso Vicari. Ciò accadde, evidentemente al fine di evitare lo scontro tra la dura realtà del Mezzogiorno, mostrata da Ivens sullo schermo, e la facciata edulcorata del Boom che l'establishment aveva interesse a mantenere e tutelare. Nelle parole di Greta Barbolini, Presidente dell'ARCI di Modena, l'idea di distribuire e proiettare il film nei circoli ARCI allargherà la visione ad un pubblico più ampio e ciò è un bene perché poche pellicole hanno questa capacità di raccontare il paese reale. Ciò che rappresenta una vera novità nel panorama del cinema italiano è Il mio paese 2.0, progetto web multimediale che partirà in concomitanza con l'uscita della pellicola nelle sale. Sul sito www.ilmiopaese.it verranno raccolte le video-testimonianze degli italiani sulla propria storia e sul proprio territorio. Chiunque potrà quindi inviare il proprio video alla maniera di YouTube e contribuire in tal modo attivamente al progetto di un film collettivo che verrà presentato ai festival e distribuito in tv e nelle edicole. È lo stesso Daniele Vicari a rivelarci il suo pensiero a riguardo, dichiarando che, oggi, "i cineasti devono cominciare ad abituarsi a pensare a dei film documentari non lineari" e lui lo farà con un progetto multimediale sul G8 di Genova. Ciò al fine di realizzare un tipo di cinema molto diverso da quello cui siamo stati abituati. "L'innovazione del blog, del sito fa pensare - spiega Vicari - a qualcosa di aperto, in opposizione alla chiusa idea del montaggio tradizionale. Il fatto di poter far girare, veicolare le proprie immagini sulla rete è un concetto rivoluzionario, sebbene sia stato proprio Zavattini a teorizzare, per primo, il cinema fatto da tutti. Dall'operaio, dall'uomo della strada".

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