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RED ROAD

di Andrea Arnold

Sceneggiatura: Andrea Arnold
Fotografia: Robbie Ryan
Montaggio: Nicholas Chaudeurge
Scenografia: Helen Scott
Costumi: Carole K. Millar
Interpreti: Kate Dickie, Tony Curran, Martin Compston, Natalie Press
Produzione: Sigma Film e Zentropa Entertainment
Distribuzione: Fandango
Nazionalità ed anno: Regno Unito/Danimarca, 2006
Durata: 117'
Data di uscita:
30 marzo 2007
Titolo originale: id.
Sito ufficiale 
Sito italiano

RED ROAD
4

Nell'anonima periferia di una Glasgow sempre grigia l'unico colore vivace è dato dal nome di una strada, "Red Road". Zona malfamata, viene controllata da una sorta di guardia locale (L'occhio sulla città) attraverso telecamere appostate ad ogni angolo. Grazie ai monitor collegati, giorno  e notte, gli addetti sono "Il grande fratello" del quartiere e accostano alle segnalazioni di effettivi problemi, una certa abitudine ad entrare nella vita degli altri.
Jackie lavora per L'occhio sulla città, e spesso sofferma il suo sguardo su giovani coppie in atteggiamenti affettuosi; si deduce, dal monotono rituale della sua quotidianità, che fatti traumatici hanno strappato la serenità dalla vita della donna. E un incontro, sempre via monitor, lo conferma: si tratta di un uomo che Jackie riconosce quale responsabile di un grave incidente accaduto a figlia e marito anni addietro. Da quel momento, la protagonista non avrà pace, nè la darà all'oggetto dei suoi sguardi, per ottenere una giustizia a lungo attesa.
Con maestria nell'uso del mezzo cinematografico declinato su una capacità introspettiva davvero poco comuni, la giovane cineasta britannica Andrea Arnold è riuscita in Red Road a costruire un dramma psicologico e umano di grande spessore. Non a caso, la regista già premiata nel 2005 con l'Oscar per il corto Wasp, ha portato con successo questa pellicola (sua opera prima) all'ultimo festival di Cannes, che le ha riconosciuto il Premio della Giuria. Lo sguardo, vero protagonista del film, è perfettamente stratificato, pluri-direzionale e dialoga a più livelli, cercando e trovando la complicità dello spettatore:  diventiamo tutti "osservati" e "osservatori", nel crescendo di tensione che Red Road rigorosamente riesce a creare, anche attraverso un mirabile uso degli strumenti sonori.
Ma l'esordio della Arnold è anche un lavoro su temi tanto importanti quanto la giustizia, il senso di colpa, confluendo in quello della responsabilità. Film asciutto, pungente, doloroso a tratti claustrofobico, che mette in evidenza un tocco registico sicuramente promettente. La pellicola, inoltre, merita attenzione anche in quanto la prima di un progetto per una trilogia (Advance Party) pensata dalla produzione scozzese Sigma Film, seguace della coproduttrice danese Zentropa nella creazione di simil "Dogma rules": ogni film deve essere girato in Scozia e al massimo in sei settimane.

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