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STAY ALIVE

di William Brent Bell

Sceneggiatura: William Brent Bell, Matthew Peterman
Fotografia: Anna Mastro, Adolfo Martinez
Montaggio: Bruton Jones
Scenografia: Alejandro Martinez
Costumi: Harvey Rosenstock
Musiche: John Frizzell 
Interpreti: Jon Foster, Samaire Armstrong, Frankie Muniz, Jimmi Simpson, Wendell Pierce
Produzione: Hollywood Pictures, Spyglass Entertainment, Endgame Entertainment
Distribuzione: Medusa
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 86'
Data di uscita:
30 marzo 2007
Titolo originale: Stay Alive
Sito ufficiale    
Sito italiano   
Soundtrack

STAY ALIVE
1

"Non morire nel gioco. Moriresti davvero". Questa simpatica frase potrebbe già bastare per raccontare questo modernissimo horror di venti anni fa spacciato per vera novità DOC made in Usa. Ma forse andrebbe cambiata in "Non morire di fronte a questo film, moriresti davvero!" Sì, perchè il geniale regista di questo horror vorrebbe forse che anche lo spettatore, non solo lui che ha girato il film e i suoi giovani attori, stessero a questo gioco che poi sta alla base di tutto il cinema tra realtà e finzione.
Ma il rapporto tra realtà e finzione non è un gioco, è una cosa seria e difficile da raccontare, e qui siamo lontani anni luce. Comunque restiamo ai fatti, come sempre. Un tizio sta giocando a un nuovo gioco elettronico, si chiama "Stay Alive", e poco dopo essere morto nel gioco (impiccato!) comincia a sentire dei rumori strani in casa, una presenza.. E' la famosa Miss Bathory, duchessa sanguinaria vissuta (pare) veramente nel XVII secolo e famosa per aver ucciso un numero non precisato di fanciulle per farsi il bagno nel loro sangue. Insomma il tizio muore impiccato veramente, davvero incredibile, e dopo di lui cominciano a morire un pò tutti i membri di questo gruppo di ragazzetti appassionati di videogames.  E comincia così la corsa pe restare in vita e sconfiggere il male infiltratosi nella vita reale attraverso la vita virtuale della playstation.
Inutile provare a cercare un sottotesto o il minimo pensiero o ricerca sulla mente umana e sulla fantasia. Tolti i vari effetti e steso un velo pietoso sulla recitazione, rimane la semplice trama letterale, molto simile a una banale lista della spesa con relativa linea finale per far quadrare i conti.

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