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Gabrielle
di Patrice Chéreau
Regia: Patrice Chéreau
Soggetto: tratto dal romanzo “il ritorno” di James Conrad
Sceneggiatura: Patrice Chéreau, Anne-Louise Trividic
Fotografia: Eric Gautier
Montaggio: Francois Gedigier
Musica: Fabio Vacchi
Scenografia: Olivier Radot
Costumi: Caroline De Vivaise
Interpreti: Isabelle Huppert, Pascal Greggory, Thierry Sancisse, Claudia Coli, Chantal Neuwirth, Mai David, Thierry Fortineau, Jeanne Herry, Clement Hervieu-Leger, Raina Kabaivanska, Nicolas Moreau, Rinaldo Rocco, Louise Vincent, Joseph Conrad, Patrice Cherau, Anne-Louise Trividic
Produzione: Azor Films, Arte France Cinema, StudioCanal, Love Streams Productions, Albachiara, Network Movie, ZDF, Arté
Distribuzione: Mikado
Formato: 35mm., col.
Nazionalità ed anno: Francia/Italia, 2005
Durata: 90’
3
Jean e Gabrielle sono sposati da dieci anni. Fanno parte dell’alta borghesia parigina ed anno una splendida casa frequentata da un giro di habituè della stessa cerchia sociale. Un giorno lei si scopre innamorata di un altro uomo e tenta di scappare dalla claustrofobia della vita di coppia andandogli incontro. Ma fa male i suoi calcoli e la fuga dura poco più un’ora. Purtroppo ormai il dado e tratto, la quotidianità frantumata, la coppia scoppiata e non resta che rassegnarsi ad una scomoda menzogna fatta di convenienze sociali.
Isabel Huppert (Gabrielle) e Pascal Greggory (Jean) giganteggiano in due personaggi monolitici nella loro incompatibilità nei quali ogni parola ha la forza della devastazione.
Con poco più di campi e controcampi Patrice Chereau crea un’atmosfera tesa che fa da scenario perfetto ai lunghi, intensi monologhi ed a dialoghi tesissimi. Una vera propria prova di forza tra un uomo ed una donna che lo spettatore subisce non passivamente e che lo mette alla prova con un senso di disagio pari a quello che si proverebbe realmente di fronte ad una coppia a cui sono rimaste solo le accuse.
Lento e molto intimista. Solo per ci ama un certo tipo minimo di cinema.
Gabrielle e Jean sono sposati da dieci anni. Lui è uno scrittore e ama vivere in un universo che tiene costantemente sotto controllo, con regole e orari stabiliti in precedenza. Un giorno, al suo ritorno a casa, non vi trova più Gabrielle. Sul tavolo campeggia una lettera in cui lei gli comunica la sua fuga con l'editore di lui. Improvvisamente Jean prende coscienza del fatto che, in dieci anni di matrimonio, tra loro non c'è mai stato realmente amore.
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