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300 - ORIGINAL MOTION PICTURE SOUNDTRACK
di Tyler Bates
Track listing:
1. To Victory 2:34
2. The Agoge 2:24
3. The Wolf 2:10
4. Returns a King 2:24
5. Submission 2:40
6. The Ephors 1:59
7. Cursed By Beauty 1:41
8. What Must a King Do? 1:05
9. Goodbye My Love 3:22
10. No Sleep Tonight 2:33
11. Tree of the Dead 2:25
12. The Hot Gates 3:00
13. Fight in the Shade 3:17
14. Come and Get Them 2:05
15. No Mercy 2:23
16. Immortals Battle 1:53
17. Fever Dream 2:33
18. Xerxes' Tent 3:20
19. Tonight We Dine in Hell 1:15
20. The Council Chamber 2:34
21. Xerxes' Final Offer 2:39
22. A God King Bleeds 2:16
23. Glory 1:44
24. Message For the Queen 2:31
25. Remember Us 2:56
Durata totale: 59:43
Etichetta: Warner Bros.
Anno: 2007
Per 300, Tyler Bates ricorre a un'epica dai vaghi cenni elettrici che mescola tutti gli elementi giusti, variando sul tema della battaglia in una sospensione continua tra classico e moderno, con netta preponderanza del primo, lungo un movimento continuo, mosso da ritmi agitati e da profonde percussioni ritmiche, attraversati da suggestioni etniche e rinforzati per contrasto da struggenti momenti evocativi.
In To Victory distorsioni elettriche e percussioni fanno da tappeto a voci in bilico fra gregoriano e suggestioni indo-americane, con improvvise entrate di imitazioni di strumentazioni etniche, un vigore sospeso di colpo per dare spazio ad una voce solistica femminile che si fa spazio fra il resto. The Agoge è la preparazione alla battaglia, quiete prima della tempesta, ritmi placidi sottesi da un'ansia di fondo cui segue l'anticipazione di The Wolf in cui la chitarra elettrica disegna la parte solistica. Ecco quindi arrivare Return a King, classicissimo e funzionale crescendo di cori in levare d'impianto gregoriano su cui si insinua, fino a sovrastare il tutto, una linea strumentale dapprima trionfante, poi tendente a un implicito senso d'oscurità suggerito dall'impiego delle trombe. Alla rumorosità sottile di The Ephors segue la suggestione esotica di Cursed By Beauty e la dilatazione placida e in fondo deformata di What Must a King Do?, in cui si riconoscono reminescenze badalamentiane.
A conferma della tendenza ad un clima più placido in questa seconda parte segue lo struggente Goodbye My Love, classicheggiante eppure sempre efficace; la voce femminile, che lavora su diversi registri, si erge definitivamente come protagonista e presenza altra nel groviglio corale. Poi si torna alla battaglie: ancora le spigolosità rumoreggianti in No Sleep Tonight, la preparazione di Tree of the Dead, la guerra con incursioni heavy nella parte centrale di The Hot Gates. Il dominio della percussione martellante, sviluppato in genere nella seconda parte dei pezzi, dopo l'intreccio e lo sviluppo polifonico, torna in No Mercy e Immortals Battle, intrecciandosi a composizioni aperte verso l'emozione e il ricordo, sostenute dagli archi (Tonight We Dine in Hell).
Si chiude con il ricordo e la presenza vocale femminile impostata su suggestioni celtiche in Message For the Queen e il crescendo emozionale e strumentale di Remember Us, suggello perfetto di quanto appena sentito.


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