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300

di Zack Snyder

Sceneggiatura: Zack Snyder, Kurt Johnstad, Michael B. Gordon dalla graphic novel omonima di Frank Miller e Lynn Varley
Fotografia: Larry Fong
Montaggio: William Hoy
Musiche: Tyler Bates
Scenografia: James Bissell
Costumi: Michael Wilkinson
Interpreti: Gerard Butler, Lena Headey, David Wenham, Dominic West
Produzione: Mark Canton/Gianni Nunnari Production
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Nazionalità ed anno: USA, 2006
Durata: 116'
Data di uscita:
23 marzo 2007
Titolo originale: 300
Sito ufficiale 
Sito italiano  
Trailer     
Soundtrack

300
1 e mezzo

Zack Snyder porta su grande schermo una serie a fumetti di culto firmata Frank Miller e Lynn Varley: dopo il successo di Sin City, un'altra occasione per sbancare i botteghini armati (è il caso di dirlo) fino ai denti. Le innovative tecniche fumettistiche di Miller regalano al moderno cinema americano di consumo l'insperata opportunità di ritoccare il proprio appeal di superficie con una messa in scena luccicante e desolatamente vuota.
Quel che (probabilmente) a Sin City riusciva, fallisce in questa nuova trasposizione di una saga che già su carta affrontava con molte libertà la battaglia delle Termopili tra i trecento spartani di re Leonida e l'innumerevole armata persiana di Serse. Libertà avallate dall'intrinseca anarchia che contraddistingue il fumetto dalla maggior parte delle arti figurative, e che Miller usava in modo congruo deformando esteriormente i personaggi tramandati da Erodoto (Efialte, gli Immortali) per renderne visibile da subito la loro anima mostruosa: anche così, e qui sta il genio, si rende tridimensionale la bidimensionalità di una tavola.
Il cinema, si sa, una sua plasticità la possiede: e la tridimensionalità dei corpi la si evince anche senza l'ausilio degli occhialetti da sala anni ‘50. Riprodurre pedissequamente su celluloide le creature di Miller significa dar loro vita, realtà, renderli "personaggi" ancor prima che "simboli": un'idea sbagliata in partenza, che non può portare a nulla di buono.
Snyder non se ne cura e affronta il compito in modo più che filologico, puntando tutto sull'esatta rassomiglianza di ogni minimo dettaglio, dai protagonisti ai colori (desaturati con l'eccezione del rosso e del giallo): di fatto, inquadrature e dialoghi sono quelli delle vignette. Ma molto si è perso per la strada, e quel che è stato aggiunto fa pensare con malinconia al cinema statunitense reaganiano: quello bushista (?) di oggi è molto più guerrafondaio e propagandista, sfacciato nel puntare l'indice contro il proprio nemico ("L'orda asiatica", mostruosa e malvagia come quella di Mordor ne Il signore degli anelli) e fintamente femminista (la moglie di Leonida non esita a concedersi al nemico per salvare il marito). Quanto a retorica, forse siamo alla pari.
Gli inquietanti applausi al termine dell'anteprima lasciano presagire che il contenitore/scatolone abbia attirato le sue prede. Eppure, mentre infuria la battaglia e tecnica più digitale danno il meglio di sé, non c'è un guizzo che sia uno a nobilitare questi personaggi e questa storia, oltretutto debitrice, per trovate visive, tanto a Jackson quanto al Gladiatore di Scott.
Chi è in cerca di facili simbolismi ed eroi da innalzare nel nome dell'identità nazionale, è il benvenuto: ma bisogna essere davvero di bocca buona. Per tutti gli altri,  un'operazione di cui sfugge il senso, a parte quello acclarato di far soldi fra i filantropici sgranocchiatori di mais.

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vi segnalo un commento più equilibrato:

http://cinemait.blog.dada.net/post/337580/300-eroi-e-molte-pi%C3%B9-polemiche.html

di eccesso visivo si tratta, e arrivando presto alla saturazione inevitabilmente ci raffredda... ma molti tableaux vivants funzionano così... o no?

Lun, 26/03/2007 - 09:33

1) se arriva alla saturazione e ci raffredda, vuol dire che è brutto o non riuscito.
2) un eccesso visivo è tale quando non esiste una storia adeguata che accompagni la regia. E questo è il caso.
3)il cinema non è un tableau vivant.

Lun, 26/03/2007 - 14:58

Caro Ceccarelli, hai preso un abbaglio perché quella di Miller è una graphic novel di un centinaio di pagine e non una serie, anche perché sarebbe stato complesso tirare fuori di più.

In ogni caso concordo con te sul film che ha più di qualche problema, anche se alla fine è un grande spettacolo visivo che si vede con piacere.

Sab, 24/03/2007 - 00:49

Caro Sniper,

grazie per la tua precisazione. Il mio disperato tentativo di affrancarmi dal termine graphic novel (di cui, dopo una settimana, ho sinceramente le tasche piene!) può avermi indotto all'errore.
Va però detto, per completezza di informazione, che la Dark Horse fece uscire 300 come una miniserie in 5 albi nel 1998 (titoli: Onore, Dovere, Gloria, Combattimento e Vittoria), che fra i vari premi vinse un Eisner Award come miglior serie
limitata.
L'anno dopo, nel 1999, il lavoro è stato raccolto in un'unica graphic novel.
Morale: tu hai assolutamente ragione, e io non ho del tutto torto....:-)


Sab, 24/03/2007 - 14:55