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A BOUT DE SOUFFLE

di Jean Luc Godard

Cast: Jean Seberg, Jean-Paul  Belmondo, Henri-Jacques Huet, Liliane David, Claude Mandard, Van Doude, Daniel Boulanger
Nazionalità e anno: Francia, 1959
Distribuzione: RaroVideo - Minerva
Edizione: italiano, francese
Sottotitoli: italiano, inglese
Audio: dolby-digital 5.1, DTS
Schermo: letterbox 4/3 1.33:1
Durata: 86'27"
Extra: Intervista a Martial Solal (15'53"); Intervista a Pierre Rissiert (17'27"); Trailer originale (2'06"), Bibliografia (su traccia ROM).
Note: Prodotto di ottima qualità. Audio netto, potente, ben definito sia bella versione originale che in quella italiana. Ottimo il lavoro di mix e di equalizzazione sul suono che brilla per briosità e toni.
Discreta anche la qualità video con un bianco e nero efficace e pulito, con un ottimo contrasto. Piccole imperfezioni non rovinano minimante la visione (eccentrica) del film... 
Extra interessanti (le due interviste su tutti) con il bellissimo Booklet dentro la confezione. Inoltre vogliamo spendere due parole sulla grafica della Rarovideo che è incisiva e di raro gusto e che ci piace molto (non lo avevamo mai detto per pudore,  ma è essenziale e ricca nello stesso tempo).
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.rarovideo.com/
Titolo originale: A bout de souffle

Qualità artistica: Cult
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Ottima

4
A BOUT DE SOUFFLE
5

Il capolavoro di Jean Luc Godard (e in qualche modo anche di Truffaut visto che il soggetto è suo) arriva in DVD in questa versione di gran livello (in verità il film era già uscito in DVD ma con un altro film di Godard, quindi in "solitaria" questa è la sua prima volta). Un film che abbiamo atteso da tempo e che vede ripagata la nostra pazienza. Un film che amiamo da sempre e che sempre ameremo... Un film che non si può non amare e che infatti tutti gli amanti di cinema lo issano tra i dieci/venti capolavori del cinema internazionale sia per la storia ma soprattutto per il modo in cui è girato e montato. Un linguaggio nuovo che fa tabula rasa del cinema così come era. Un linguaggio più moderno, attuale, che esprime meglio il modo di fare cinema. Più diretto ed incisivo, dove la colonna sonora e le musiche in genere, hanno un peso specifico importante per una perfetta fusione tra immagini e musica. Un mix che Godard ritiene importante ed essenziale per dare un senso compiuto a tutte le componenti cinematografiche. Ma soprattutto il montaggio è l'elemento innovativo del cinema di Godard e di tutto il nuovo cinema francese. Stacchi perentori, salti di immagini per un cinema più vero ed essenziale, più credibile in avversione al cinema dei "vecchi tromboni" lineare e privo di ogni slancio poetico e formale. Un cinema "nuovo" per "nuovi" registi destinati a cambiare l'idea stessa di cinema. Ma oltre al montaggio anche il modo di girare è differente, MDP a mano, sta sui personaggi, li segue a ritmo di musica, movimenti ridotti all'essenziale con personaggi che vengono catturati dalla MDP e non il contrario.
Godard mette nel film non solo la sua idea di cinema ma i fermenti che stanno avvenendo o sono da lì a venire. I personaggi che "movimentano" la storia, Michel e Patricia, sono due giovani come tanti che vivono la rivoluzione culturale che è in atto. Lui un banditello da strapazzo e lei una giornalista in erba che al momento si arrangia vendendo per stradi giornali. Due giovani che cercano di vivere la loro vita così come viene, senza pensarci troppo sopra. Vivono momenti, vivono attimi, vivono frammenti della vita senza domandarsi molto sul domani, e se ciò avviene è solo un pensiero momentaneo che fugge come il vento. Quello stesso alito di vento che agita le loro vite disordinate e fuori dagli schemi. Ma l'amore che i due provano reciprocamente potrebbe cambiare la loro visione. Forse... Godard semina pezzi del puzzle di queste due vita che si incrociano, si intrecciano, si scontrano ma che alla fine sono destinate a separarsi. Due vite al di sopra della vita stessa...
A parte uno strepitoso Belmondo (che raramente ha raggiunto in seguito livelli del genere) la strepitosa e sfortunata e bellissima Jean Seberg è icona di questo nuovo cinema... Un'icona che ancora adesso si adora.

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