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HO VOGLIA DI TE

di Luis Prieto

Sceneggiatura: Teresa Ciabatti, Federico Moccia
Fotografia: Manfredo Archinto
Montaggio: Fabrizio Rossetti
Costumi: Sabina Amelia Maglia
Musiche: Ivan Iusco
Interpreti: Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Katy Saunders, Filippo Nigro, Susy Laude, Giulia Elettra Gorietti, Claudio Bigagli
Produzione: Cattleya
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Nazionalità ed anno: Italia, 2007
Durata: 110'
Data di uscita: 9 marzo 2007
Sito ufficiale   
Soundtrack

HO VOGLIA DI TE
1

Perchè milioni di persone si commuovono di fronte a un banale serial o film televisivo, che spesso è recitato male e girato così di corsa da far vergognare gli stessi tecnici che l'hanno realizzato? Per rispondere, si potrebbe tirare in ballo il solito concetto dell'identificazione dello spettatore col personaggio, che funziona sempre; se il film racconta una storia simile alla mia posso ritrovarmici e rivivere le stesse emozioni; ma allora anche le emozioni umane scattano a comando?
Forse è quello che pensano i produttori di questo pessimo film che vuole bissare il successo di Tre metri sopra il cielo. Il bello è che, durante le quasi due ore di questo sequel che è un insulto a tutti i registi che provano davvero ad esprimersi con le immagini, qualche volta ci riescono. E tra le mille risate trattenute in sala, per le sporcature, le frasi fatte, le scene falsamente sentimentali, le battute recitate da cani, i personaggi inutili, le attrici inesistenti che (non) interpretano parti importanti ecc., succede che l'animo di un povero spettatore che ha provato a tapparsi gli occhi e le orecchie prima di vedere il film per non farsi influenzare, e che aveva quasi dimenticato di avere uno sguardo critico che nasce dalla visione di centinaia e centinaia di film, ebbene sì, a tratti si commuove. Non è quello struggimento che lascia un segno dentro quando si è di fronte a un capolavoro e nemmeno l'emozione fisica stimolata ad arte da un film ben fatto che rappresenta gli affetti umani. È semplicemente che il cinema possiede un segreto che a volte si rivela anche all'insaputa degli autori. E bisogna prenderne atto. Ho voglia di te non è altro che un fumettone rosa che narra la storia di questo bel ragazzo moro, ombroso, di nome Step, che torna a Roma dopo due anni di assenza. Incontra una ladra che non è una ladra, accetta un lavoro che non voleva e non lavora mai, soffre ancora per la perdita del suo migliore amico morto in moto e rischia la vita di nuovo per vincere la moto dello sfortunato, si è separato da tempo dalla ex, "schifosamente pariolina" (così diversa da lui, tanto truce anche se poi sensibile..), e ci va a letto alla prima occasione per permetterle di capire (...) a una settimana dal matrimonio, proprio mentre sempre lui, Step, sta vivendo una storia d'amore travolgente, di quelle che durano una vita, con un tipo "fichissimo" di ragazza che si chiama Gin. Hanno attaccato il lucchetto a Ponte Milvio, non si possono lasciare. E poi c'è la madre malata, i genitori della ex, l'amica di Gin eccetera, eccetera. Ce n'è per un film tv da sei ore. Se fosse stato spurgato fino a durare 25, 30 minuti, ne sarebbe uscito forse un bel film. Perchè il protagonista è interessante e Laura Chiatti magica. Ma solo a sprazzi. Attimi rubati. Coperti dalla musica scema, dal montaggio televisivo, dalle non inquadrature, dalla fotografia di carta patinata, dalla trama assurda nella sua prevedibilità. Deve esserci una potenza invisibile in certe immagini, che sono capaci di sopravvivere a tutto questo. Nonostante tutto. E "bucano". Ma è troppo poco. Segni leggeri sulla sabbia. Che non bastano a raccontare una storia d'amore.

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