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CORRENDO CON LE FORBICI IN MANO
di Ryan Murphy
Soggetto: tratto dal romanzo omonimo di Augusten Burroughs
Sceneggiatura: Ryan Murphy
Fotografia: Christopher Baffa
Montaggio: Byron Smith
Musiche: James S. Levine
Scenografie: Matthew Ferguson
Costumi: Lou Erych
Interpreti: Annette Bening, Joseph Fiennes, Brian Cox, Alec Baldwin, Gwyneth Paltrow, Natalie Finch
Produzione: Dede Gardner, Brad Grey, Matt Kennedy, Ryan Murphy, Brad Pitt, Steve Samuels
Distribuzione: Sony Pictures
Nazionalità ed anno: USA, 2006
Durata: 117'
Data di uscita: 2 marzo 2007
Titolo originale: Running With Scissors
Sito ufficiale
Sito italiano
Soundtrack
Durante gli anni Settanta, Augusten cresceva con un papà alcolizzato e una madre bipolare, poetessa inedita con deliri di grandezza. I genitori divorziano, e la madre pensa bene di scaricare il giovane nella famiglia del suo psichiatra, il dottor Finch. Ma la famiglia Finch è davvero troppo particolare... Una madre schizofrenica con velleità letterarie, un padre professore universitario ma alcolizzato, una famiglia adottiva che con la testa proprio non ci sta ed, infine, un compagno di ben 15 anni più grande.
Uscire vivo da una situazione del genere sembra, già sulla carta, abbastanza arduo: Augusten Burroughs ci è riuscito e ha deciso di mettere per iscritto la sua adolescenza, effettivamente fuori dal comune. Il risultato è un libro, spassoso e molto ironico, "Correndo con le forbici in mano" (Alet Edizioni). Non è una novità che spesso a Hollywood le idee manchino, quindi perché non saccheggiare qualche discreto best seller indicato dal New York Times? Presto fatto. Esce ora nelle sale italiane il film omonimo (prodotto da Brad Pitt), candidato per miglior attrice brillante (Annette Bening) ai passati Golden Globe che, sebbene elogiato abbastanza dalla critica USA, non si può dire sia stato un grandissimo successo.
Eppure le carte per sbancare c'erano tutte: un romanzo di successo, un poker d'attori abbastanza bravi ed inusuali ed infine un regista che si è fatto le ossa con un serial di culto come Nip & Tuck.. Correndo con le forbici in mano, invece, si riduce ad essere il classico filmino americano detto "arty" che, in una traduzione concettuale, vuol significare un'opera girata intelligentemente mirante a farsi amare dagli intellettuali. Peccato, davvero. Il film non riesce a mettere a fuoco il romanzo e si stempra in una serie di scene bozzetto, divertenti quanto inutili, che non fanno altro che affossare tutta l'operazione. L'irriverenza e il sadismo di cui sono intrise le pagine del libro diventano una debole ombra di ribellione e sembra - più che una trasposizione del romanzo - una parodia del blasonato e seguito manuale per artisti fai da te, "The Way of the Artist" di Susan Scott. In realtà, sia il protagonista (Joseph Cross) che la sua famiglia adottiva sono poco più che abbozzati e mai davvero analizzati come si dovrebbe, rimanendo solo figurine stereotipate e mai tratteggiate con caratteri forti e credibili (non si spiega mai l'omosessualità del protagonista, né si capisce perché la prima figlia dello psichiatra sia una sorta di Amish). Certo il regista, Ryan Murphy, è un bravo artigiano e sa ricreare atmosfere e situazioni tipiche degli anni '70-‘80, ma questo solo non basta, dal momento che non riesce a dare quella spinta in più per scandagliare in immagini vibranti i drammi di questi esseri disturbati.
Da apprezzare rimane senza dubbio la maiuscola prova della Bening: si agita, fa il diavolo a quattro, danza sotto la neve della sua stessa schizofrenia, si butta in relazioni lesbo. Ma solo una prova d'attrice non può rendere un film valido, dato che, subito dopo la visione, lo si dimentica tranquillamente.



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