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UNITI CONTRO OGNI BARRIERA I PROTAGONISTI DI "ROSSO COME IL CIELO"

"Hai cinque sensi, Mirco: perché vuoi usarne uno solo?" - Arriva nelle sale (dal 9 marzo) il film già presentato alla scorsa Festa del Cinema di Roma

UNITI CONTRO OGNI BARRIERA I PROTAGONISTI DI "ROSSO COME IL CIELO"

La persona non vedente "ha perso la vista, non il cervello". Questo sottolinea, con garbo e ironia, il regista Cristiano Bortone (nella foto), presente alla conferenza stampa del suo Rosso come il cielo assieme a Paolo Sassanelli (interprete del ruolo di Don Giulio nonché co-sceneggiatore) e ai giovanissimi Luca Capriotti, Simone Gulli e Michele Iorio (qui rispettivamente Mirco, Felice e Giacomo).
Nel trasporre su grande schermo l'intensa vicenda personale di Mirco Mencacci, oggi affermato sound designer, ieri bimbo curioso reso cieco a otto anni da un tragico incidente, Bortone difende subito la scelta di adottare un registro preciso: "A differenza del taglio più crudo che avevamo dato a Saimir (opera prima di Francesco Munzi, prodotta dalla stessa Orisa Produzioni di Mencacci, ndr), qui ho girato una favola universale, sul diritto di ognuno di noi di inseguire comunque i propri sogni, al di là di qualsiasi imposizione".
Questa storia vera, di cui il regista è giunto a conoscenza proprio grazie a Mirco Mencacci, tocca "una pagina poco nota nella storia italiana: negli anni '70 gli istituti per non vedenti erano ghetti, in cui i ragazzini non avevano modo di esprimere le loro potenzialità. Nel mio lavoro di regista per me resta importante l'aspetto sociale, io ci insisto...", chiosa Bortone: e proprio per questo, spiega, "si farà promozione anche nelle scuole", che sono i luoghi in cui "si forma la società del futuro in base ai valori acquisiti oggi". Aggiunge: "nella nostra epoca gli ideali sembrano passati in secondo piano, sembra che il singolo non possa fare mai la differenza... ma io credo che, goccia a goccia, le cose possano cambiare".
Finito di girare nel 2004, distribuito dal prossimo 9 marzo con 40 copie in tutt'Italia, Rosso come il cielo "ruota tutto attorno a Mirco, che lotta contro le imposizioni dell'istituto per affermare la sua creatività e libertà", perché "il messaggio sociale va portato al grande pubblico passando dal cuore". Ma la lettura quasi fiabesca di questa storia viene resa diversamente, in modo realistico ed egualmente toccante, con "Altri occhi, docu-film parallelo, che segue nella loro quotidianità due ragazzini non vedenti che hanno recitato in Rosso, mostrando la stessa realtà nel contesto moderno... raccontando le stesse emozioni in forma diversa".
Quando Paolo Sassanelli scherza sul carattere irruento e vivace dei ragazzi durante le riprese - "pazzi scatenati... che danno moltissimo ma chiedono anche molto: stare con loro è come stare su un ottovolante, non ci si annoia mai" - i tre chiamati in causa dimostrano un feeling che non si è spento nei tre anni trascorsi dalle riprese a oggi: cresciuti, rievocano gli esperimenti sonori che hanno anche ispirato i loro giochi nel film, armati di registratore a catturare la "voce della natura".
"Luca ha imparato a muoversi da me", racconta Simone Gulli del protagonista Capriotti, che alla sua prima esperienza cinematografica ha dovuto simulare cecità assoluta frequentando un training vero e proprio. Oggi però Luca sogna di fare il calciatore, Simone sperimenta il Conservatorio e mira a diventare tecnico del suono, Michele nega strenuamente la cotta presa all'epoca per l'unica ragazzina del cast... dimostrando tutti la stessa disarmante, fresca purezza.

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