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UNO SU DUE

di Eugenio Cappuccio

Sceneggiatura: Michele Pellegrini, Francesco Cenni, Massimo Gaudioso, Eugenio Cappuccio in collaborazione con Fabio Volo
Fotografia: Gian Filippo Corticelli
Montaggio: Fabio Nunziata
Musiche: Francesco Cerasi
Scenografia: Sergio Tramonti
Costumi: Cristina Francioni
Interpreti: Fabio Volo, Anita Caprioli, Ninetto Davoli, Giuseppe Battiston
Produzione: ITC Movie, RAI Cinema, Bologna Film Commission
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità ed anno: Italia, 2006
Durata: 100'
Data di uscita:
2 marzo 2007  
Sito ufficiale

UNO SU DUE
3

Quando, come Lorenzo, avete tutto, è facile perdere il senso delle proporzioni. Lorenzo, infatti, è un giovane avvocato con una ragazza molto bella (Silvia, interpretata da Anita Caprioli) legata a lui da un rapporto "due single in coppia" e vive in un appartamento in centro. Ma proprio quando tutto sembra rasentare la perfezione, l'esistenza del protagonista si frantuma come uno swarovski lanciato a cento chilometri orari contro una roccia.
Al suo risveglio, Lorenzo (un Fabio Volo particolarmente bravo e sensibile) si ritrova di fronte ad una realtà durissima ed ineluttabile. Solo ‘uno su due' si salva da quel subdolo male al cervello che colpisce indiscriminatamente ricchi e poveri, bianchi e neri, giovani e vecchi... come una sassata a tradimento. Un compagno di stanza, rassegnato e vero come la vita (un brillante Ninetto Davoli) ed un ex professore teneramente malato marcano il passo della degenza del protagonista, in un susseguirsi di giornate sempre uguali, tra angosce ed isolamento mentre il mondo (una Genova bella come, in un film, non si vedeva da anni) esterno va avanti senza di noi. Tutto questo, insieme ad un epilogo-road movie d'altri tempi, nell'ultimo lungometraggio di Eugenio Cappuccio (Volevo solo dormirle addosso). Premiato alla Festa del cinema di Roma, Uno su due è una storia di fragilità e priorità da rivedere. Enfatizzata dalla scelta originale di un ospedale  anni ‘50 in disuso, situato nei pressi di Imola, la narrazione di dipana - istante per istante - come in un racconto russo. Vi sono istanti, infatti, in cui il dialogo Davoli-Volo è talmente intenso da farci quasi dimenticare di trovarsi al cinema. Menzione speciale per la scena in deltaplano, semplice ed un filo retorica ma coinvolgente e catartica.
Se, d'altra parte, il mondo costruito intorno ai due protagonisti maschili non fosse abbozzato in modo così macchiettistico (peccato, in particolare, per la brava Anita Caprioli che - dopo anni di gavetta - ancora non viene fatta recitare nel modo che merita), questo sarebbe un film indimenticabile. Una lancia spezzata, comunque per Cappuccio, il quale sta aggiustando il tiro di anno in anno e le premesse non sono niente male.

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