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NOTES ON A SCANDAL – ORIGINAL MOTION PICTURE SOUNDTRACK

di Philip Glass

Track listing:
1. First Day of School 2:42
2. The History 2:53
3. Invitation 1:29
4. The Harts 2:16
5. Discovery 3:01
6. Confession 1:45
7. Stalking 1:53
8. Courage 2:17
9. Sheba & Steven 1:23
10. The Promise 2:54
11. Good Girl 3:00
12. Sheba's Longing 2:32
13. Someone in Your Garden 1:51
14. A Life Lived Together 3:02
15. Someone Has Died 2:01
16. Betrayal 3:43
17. It's Your Choice 2:39
18. Barbara's House 3:45
19. Going Home 2:11
20. I Knew Her 3:22

Durata totale: 50:39
Etichetta: Rounder Records
Anno: 2006

NOTES ON A SCANDAL – ORIGINAL MOTION PICTURE SOUNDTRACK
4

Da sempre considerato il fratello artistico minore di Michael Nyman, Philip Glass si è ritagliato uno spazio congruo alla sua presenza qualitativa, non solo nel panorama della composizione classica contemporanea, ma anche e soprattutto, in quella delle soundtrack. Il più minimalista dei compositori minimalisti conferma la propria predisposizione  a creare, musicalmente, le pareti di un cotè d'atmosfera di raro spessore e di indubbio fascino, che unisce il senso del claustrofobico con la soda materialità dei sentimenti.
Dopo le nominations all'Oscar per Kundun e The Hours, sembra giunto il momento per Glass di afferrare  tra le mani l'ambita statuetta, grazie al suo superbo lavoro per Diario di uno scandalo.
Senza dubbio il dramma d'impianto psicologico/patologico diretto da Richard Eyre si adatta al meglio alla vena compositiva di Glass, con tutto il suo perfetto miscuglio di soffusione e alterazione. Lontano dalle roboanti atmosfere di Kundun (meglio sarebbe stato affidarle al barocco e avanguardista Nyman) e da quelle ovattate e chiuse di The Hours (il lavoro più simile a James Horner), Glass si concede e concede allo spettatore una partitura tesa e coinvolgente.
Il punto di partenza è la creazione di un codice musicale che coinvolga la matura figura dell'insegnate Barbara, quindi nulla di meglio che il classico trittico di soli archi, rinforzato stavolta da una perfetta alterazione del piano forte (First Day of School, Invitation, Someone in Your Garden). Concede poi ampie pause di riflessione melodica (ma non per questo satura o melodrammatica) con le viole ed i violoncelli (Promises, Sheba & Steven), perfetti nella loro commistione per ricreare quell'effetto di interni spesso non riuscito in Morricone.
Infuriano i fiati e il ritmo si tramuta in ossessione frenetica, nell'acme del film, nelle tracks più classiche del compositore come Barbara's House e Betrayal, pezzi questi che rendono la partitura di Glass davvero notevole sotto ogni profilo, e degna, oltre che dell'acquisto, anche di uno svolgersi di vita autonoma al di là dell'immagine cinematografica. Se non vincerà l'Oscar per questo lavoro si dovrà per forza urlare allo Scandal.

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