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LETTERE DALLA SICILIA
di Manuel Giliberti
Sceneggiatura: Manuel Giliberti, Luciano Bottaro
Fotografia: Marco Carosi
Montaggio: Giuseppe Pagano
Musiche: Antonio Di Pofi
Scenografia: Amalia Daniele, Manuel Giliberti
Costumi: Beatrice Bordone
Interpreti: Piera Degli Esposti, Andrea Giordana, Gualtiero Burzi, Linda Gennai, Giulia Golino, Galatea Ranzi, Paolo Lorimer
Produzione: Paco Cinematografica
Distribuzione: Paco Cinematografica
Nazionalità ed anno: Italia 2006
Durata: 90'
Data di uscita: 2 marzo 2007
Sito ufficiale
Dopo Hermano e Apnea arriva sugli schermi un altro film indipendente italiano, prodotto questa volta dalla giovane ed intraprendente Paco Cinematografica. Si tratta di Lettere dalla Sicilia, film realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Protagonisti del film, un gruppo di aristocratici inglesi in viaggio nella Sicilia del 1843 sulle tracce della magna Grecia.
Tra i cinque l'unica interessata alle meraviglie dell'isola sembra essere la bella Vittoria (Linda Gennari), pseudo-intellettuale con il libro sempre in mano, che è accompagnata dal fidanzato Morgan (Gualtiero Burzi), dalla sorellina Penelope e dagli zii (ma nella cartella stampa e sul sito si parla, chissà perché, di genitori), la classica coppia di inglesi razionali e perbenisti, interpretati da Andrea Giordana e Piera Degli Esposti. Il viaggio prenderà pieghe inaspettate, Morgan ricorderà di aver vissuto in Sicilia 2000 anni prima, verrà preso per pazzo e rinchiuso in un istituto. Gli unici a capire che non si tratta di pazzia ma di impossibilità di vivere nella società contemporanea, di adattarsi, saranno la piccola Penelope e l'amico Basil (il bravo Paolo Lorimer), che è anche il narratore esterno della storia, che si dipana attraverso le lettere speditegli da Morgan.
La storia è piuttosto confusa e gli intenti dichiarati dal regista e sceneggiatore (l'esordiente Manuel Giliberti) lo sono ancor di più. Si vuole rendere il contrasto tra l'Inghilterra Vittoriana evoluta e razionale e la Sicilia arcaica ("una terra estrema", come ha detto il regista alla conferenza stampa), e quest'ultima non è per nulla rappresentata se non da un punto di vista puramente estetico: dove sono i siciliani? Dov'è il contatto con la Terra, la poesia ed il profumo della Sicilia? Il film cerca poi di raccontarci un incontro-scontro tra una coppia adulta e due giovani "innamorati", ma il rapporto tra Morgan e Vittoria è di una piattezza inaudita o fatto di slanci incomprensibili. I dialoghi sono un altro punto dolente, soprattutto nella prima parte del film, quando tutti e cinque i protagonisti si trovano spesse volte insieme, aggravati purtroppo da una recitazione della brava e navigata Piera Degli Esposti che però in questo film ride sempre, e non se ne capisce davvero il motivo: in generale bisogna dire che la direzione degli attori lascia piuttosto a desiderare, non sfruttando il potenziale di quest'ultimi.
Peccato, peccato davvero, perché le ricostruzioni sono ottime, anche grazie all'uso di materiale d'epoca (prima di tutto i meravigliosi costumi, tutti originali, provenienti dall'Inghilterra), nonostante il budget, come racconta il produttore Arturo Paglia, sia diminuito sostanzialmente rispetto al progetto iniziale, facendo scappare il co-produttore inglese. Londra diventa così una villa fuori Torino, ma rimane molto credibile. Alcune scene in Sicilia sono poi molto buone, e bene si coniugano con gli scenari naturali della regione.
E' un film volutamente ambizioso: con una sceneggiatura ed una regia migliori saremmo qui a parlare di un buon film, magari selezionato a qualche festival importante e con una adeguata distribuzione. Purtroppo invece, di questo Lettere dalla Sicilia, dobbiamo constatare la mediocrità.



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