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L’ULTIMA INTERVISTA DI PASOLINI

Furio Colombo, Gian Carlo Ferretti

Prezzo: 5 €
Pagine: 64, brossura
Editore: Avagliano
Collana: Le Coccinelle
L’ULTIMA INTERVISTA DI PASOLINI
A trent'anni dalla sua tragica scomparsa, arriva anche l'ultima intervista a Pier Paolo Pasolini in un piccolo volume che unisce il ricordo dell'amico Gian Carlo Ferretti e le domande di Furio Colombo il giorno prima della morte. È 'L'ultima intervista di Pasolini' rilasciata a Furio Colombo poche ore prima che ad Ostia se ne trovasse il corpo senza vita.
Il libro è diviso in due parti: nella prima Gian Carlo Ferretti, studioso della letteratura italiana novecentesca, ricostruisce le atmosfere umane e culturali degli ultimi giorni di Pisolini, nella seconda parte, Furio Colombo, che all'epoca della morte di Pasolini era tra le firme del quotidiano "La Stampa", raccoglie le ultime, profetiche, rabbiose e disperate parole di Pier Paolo Pasolini in quella che si può definire "l'ultima intervista".
''Non resterà per tanto l'esperienza privata e rischiosa di chi ha, come dire, toccato 'la vita violenta'. Non vi illudete. - dice nell'intervista a Colombo un Pasolini veggente - E voi siete, con la scuola, la televisione, la pacatezza dei vostri giornali, voi siete i grandi conservatori di questo ordine orrendo basato sull'idea di possedere e sull'idea di distruggere. Beati voi che siete tutti contenti quando potete mettere su un delitto la sua bella etichetta. A me questa sembra un'altra delle tante operazioni della cultura di massa''.
E ancora:''Quello che impedisce un vero dibattito è che sembriamo persone che non vedono la stessa scena, che non conoscono la stessa gente, che non ascoltavano le stesse voci.
Per voi una cosa accade quando è cronaca, bella, fatta, impaginata, tagliata e intitolata. Ma cosa c'è sotto? Ecco prima di tutto bisognerà fare non so quale sforzo per avere la stessa immagine. Io ascolto i politici con le loro formulette, tutti i politici e divento pazzo. Non sanno di che Paese stanno parlando, sono lontani come la Luna. E i letterati. E i sociologi. E gli esperti di tutti i generi''.
Infine, alla domanda sul perché della chiarezza della sua visione delle cose, Pasolini replica a Colombo: ''Non vorrei parlare più di me, forse ho detto fin troppo. Lo sanno tutti che io le mie esperienze le pago di persona. Ma ci sono anche i miei libri e i miei film. Forse sono io che sbaglio. Ma io continuo a dire che siamo tutti in pericolo''.
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