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THE GOOD GERMAN - ORIGINAL MOTION PICTURE SOUNDTRACK
di Thomas Newman
Track Listing:
1. Unrecht Oder Recht (Main Title) 2:25
2. River Havel 1:07
3. Countless Roundheels 1:22
4. Such a Boy 1:36
5. Kraut Brain Trust 1:05
6. The Russian Deals 1:12
7. A Good Dose 1:11
8. Muller's Billet 0:48
9. Wittenbergplatz 0:46
10. Trip Ticket 1:41
11. Safe House 0:57
12. A Nazi and a Jew 1:51
13. Dora 2:49
14. Kurfürstendamm 0:44
15. The Big Three 1:25
16. A Persilschein 1:36
17. Stickball 0:27
18. Golem 1:10
19. The Atom Bomb 1:31
20. The Good German 2:10
21. Hannelore 1:01
22. Occupation Marks 1:19
23. U-Bahn 1:37
24. The Brandenburg Gate 1:26
25. Skinny Lena 1:44
26. Rockets for Our Side 1:50
27. Always Something Worse 2:05
28. Godless People (End Title) 2:43
29. Jedem Das Seine 2:48
Etichetta: Varèse Sarabande
Durata totale: 44:45
Anno: 2006
La notte degli Oscar si sta avvicinando, e finalmente sapremo chi potrà fregiarsi della statuetta più ambita per un compositore di colonne sonore. In lizza per il riconoscimento Gustavo Santaolalla (Babel), Philip Glass (Notes on a Scandal), Alexandre Desplat (The Queen), Javier Navarrete (Pan's Labyrinth). Ultimo della lista, con The Good German, Thomas Newman, figlio d'arte della grande dinastia hollywoodiana dei Newman.
L'artista nasce il 20 ottobre 1955, anno in cui Alfred Newman (storicamente ritenuto uno dei padri della musica da film, e non ultimo padre di Thomas), realizza le partiture di A Man Called Peter, The Seven Year Itch, Love is a Many-Splendored Thing. La scelta, dunque, della sua futura carriera non poteva sembrare più obbligata. Ma i suoi esordi musicali non parevano portarlo ad una strada che sarebbe stata percorsa da numerose opere importanti. Infatti, Thomas preferì dapprima dedicarsi alla musica pop prestando il suo talento a band e lavori teatrali. Ma il mondo delle colonne sonore non era lontano. Scott Rudin - futuro produttore di prestigio di film come The Firm (1993), The Truman Show (1998), The Royal Tenenbaums (2001) e The Hours (2002) - gli commissiona qualche brano per la colonna sonora di Reckless (1982). Da lì si distinguerà prevalentemente per composizioni di film commedia, specializzandosi però con il passare degli anni nella musica a base di incroci tra orchestra e sintetizzatori, diventando in breve uno dei maggiori fautori dell'orchestrazione elettronica. Numerose sono state le sue nomination all'Oscar: The Shawshank Redemption (1994), Little Women (1994), Unstrung Herpes (1995), American Beauty (1999), Road to Perdition (2002), Finding Nemo (2003).
Proprio con American Beauty avviene la consacrazione: anche se non ottenne l'Oscar, creò un nuovo modello di scoring, divenendo il suo uno stile da imitare. Rimasto finora a bocca asciutta, ora ci riprova per la settima volta con lo score del nuovo film dell'eclettico Steven Soderbergh, The Good German.
Con un cast nobile che presenta attori del calibro di George Clooney, Tobey Maguire, e tra tutti Cate Blanchett, il film, che uscirà il 2 marzo in Italia con il titolo di Intrigo a Berlino, è la trasposizione cinematografica di una novella di Joseph Kanon: durante la Seconda Guerra Mondiale, un giornalista americano viene inviato a Berlino. Durante il suo soggiorno, un soldato americano viene ucciso. Da quel momento, la ricerca del suo antico amore e quella delle cause dell'omicidio sembrano prendere lo stesso percorso.
Ad una storia dal sapore così classico, e per stessa volontà ed ammissione del regista omaggio ai registi americani degli anni Quaranta e Cinquanta, non poteva che accompagnarsi un raccordo musicale - narrativo che riprendesse a piene mani le atmosfere retrò e fumose di quegli anni. Infatti, Newman scrive una partitura richiamandosi allo stile musicale della Golden Age hollywoodiana, impreziosendo e dando anima alle immagini di un bianco e nero che abbacina. Recuperando l'eredità del padre - mai del resto dimenticata, ma rielaborata per giungere ad uno stile personalissimo -, e ispirandosi a compositori quali Korngold, Steiner, Ròzsa, Herrmann e Waxman, The Good German vive di musiche dalle armonie, orchestrazioni e impianto melodico avvolgenti, vibranti, e allo stesso tempo controllatissime. Non limitandosi ad un semplice "pastiche" citazionionista, ma facendo avvertire la voce dell'artista, ci sorprende ancora una volta con un linguaggio diverso dai suoi canoni usuali, dando voce ai filamenti sottili del suo DNA di compositore di razza. La notte del 25 febbraio ne vedremo delle belle!


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