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BERLINO57_ “LES TEMOINS”, L’AMORE AI TEMPI DELL’AIDS

Il convincente film di Techiné affronta in maniera efficace lo scottante tema della sieropositività negli anni 80

BERLINO57_ “LES TEMOINS”, L’AMORE AI TEMPI DELL’AIDS

Lunedì, quinto giorno di proiezioni: dopo il deludente When A Man Fall in The Forest, pellicola indipendente USA coprodotta dalla protagonista Sharon Stone, e arrivato il primo film francese in concorso, Les Temoins - I testimoni di Andre Techiné. Un film, che nel tipico stile del regista, colpisce direttamente il bersaglio, senza facili abbellimenti e divagazioni registiche. Con il suo stile secco ed asciutto Techiné racconta una storia di malattia e di dolore, attraverso una, anzi varie storie d amore.
Nella Parigi anni 80, reduce dalle lotte sessantottine e luogo di trasgressioni e libertaà sessuale, una coppia, Mehdi, poliziotto di  origine maghrebina, e Sarah, scrittrice di storie per bambini, ha appena avuto un figlio: questo causa una profonda crisi nella donna, che non riesce ad accettare la sua maternità. Adrien, cinquantenne medico gay  amico di Sarah, si innamora del giovane gigolo Manu, appena arrivato nella capitale francese dai Pirenei, che vive in un quartiere malfamato con sua sorella Julie, cantante lirica. Un innamoramento improvviso ed improbabile sconvolgerà tutti gli equilibri, mentre la peste del secolo si affaccia nella vita dei tutti i giorni, modificando il significato stesso dell'amore.
La musa del cinema francese Emmanuelle Béart è Sarah, la scrittrice appena diventata madre che rifiuta il suo istinto materno per gettarsi a capofitto nel lavoro. Alla maternità inizialmente lei oppone una forte fisicità seduttrice nei confronti del marito. A questo proposito l'attrice ha tenuto a giustificare la sua ennesima scena di nudo, per lei assolutamente non gratuita, ma anzi funzionale al modo di essere del personaggio, come dimostrazione d'amore verso il marito.  Anche per la Béart, come per Sarah, l'istinto materno non sempre è innato, ma ci si arriva attraverso un percorso, in questo caso di dolore e di presa di coscienza. Il grande Michel Blanc interpreta superbamente, senza ombra di retorica, la parte di Adrien, medico omosessuale, sicuramente il personaggio piu bello e meno contradditorio del film.
Techiné ha parlato dei suoi film come di opere pressé (veloci), proprio perché per lui la vitesse corrisponde al ritmo materiale della vita. In questo film in particolare sentiva l'urgenza di parlare del tema dell'AIDS: per questo ha scelto un'epoca come gli anni 80, in cui avvenne una perdita di innocenza generazionale.
Nel film, ha continuato il regista, tutti i personaggi aspirano alla felicita e nonostante tutto alla fine, proprio il fatto che Adrien si rinnamori, e che Sarah ritrovi il suo istinto materno, fa rinascere, nonostante la drammaticità senza scampo degli eventi, comunque  la speranza.
Nel cast anche l'italiano Lorenzo Balducci, lanciatissimo a livello internazionale, che interpreta un americano globetrotter.

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