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ARTHUR E IL POPOLO DEI MINIMEI
di Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson, Céline Garcia
Fotografia: Thierry Arbogast
Musiche: Eric Serra
Scenografia: Hugues Tissandier
Costumi: Olivier Bériot
Interpreti: Freddie Highmore, Mia Farrow, Ronald Crawford, Penny Balfour, Douglas Rand, Adam Lefevre, Jean Betote Njamba, Serge Blumental
Produzione: Europa Corp. - Luc Besson, Emmanuel Prévost
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità ed anno: Francia, 2006
Durata: 102'
Data di uscita: 9 Febbraio 2007
Titolo originale: Arthur et les Minimoys
Sito ufficiale
Sito italiano
Soundtrack
Video-Intervista
Arthur è un bambino di 10 anni, affascinato dalle storie che sua nonna gli racconta e accanito lettore di un vecchio libro magico che apparteneva al nonno, scomparso da ben quattro anni. Arthur si rende conto che il nonno ha lasciato numerosi indizi che porterebbero a un tesoro nascosto nel giardino: l'ideale per pagare i debiti della nonna. Un tesoro nascosto in un mondo invisibile, popolato da minuscole creature, chiamate Minimei: per raggiungerlo,Arthur dovrà diventare uno di loro...
In un'epoca in cui il cartoon occidentale cerca una faticosa evoluzione dagli stilemi disneyani (e mai come in questa stagione ne sono circolati tanti, preferibilmente con animali antropomorfizzati a farla da padrona), Luc Besson propone con Arthur un ibrido tra animazione e live action molto più rassicurante e conservatore di quanto voglia far sembrare. Se tecnicamente l'operazione è degna di nota, lo è altrettanto l'intenzione di privilegiare sopra ogni cosa (ed eccessivamente) il pubblico a cui indirizzare il prodotto: bambini coetanei del protagonista, rigorosamente accompagnati da adulti paganti per entrambi.
La conseguenza è una netta separazione tra animazione e realtà, che mai interagiscono (e quando lo fanno, avviene in modo impercettibile). In questo senso, l'operazione è meno innovativa di Pomi d'ottone e manici di scopa, anche se Besson (vecchia volpe e notorio cerchiobottista) getta fumo negli occhi con qualche prurigine adolescenziale (le forme della "Minimea" Selenia) e aggiungendo anacronistiche hits (e un paio di manifesti furti da Pulp Fiction) che mettono ulteriormente in risalto il suo già noto umorismo da risate a denti stretti. Ma niente che allontani il grande pubblico, che infatti ha risposto numeroso in tutta Europa.
Il messaggio ecologista c'è, i buoni sentimenti anche: pazienza per le bessonate di turno (citazioni da Guerre Stellari, ullallà) e per l'assurdo cosmico del finale, e tutti al cinema ché chi si contenta gode.



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