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LA VOLTAPAGINE
di Denis Dercourt
Sceneggiatura: Denis Dercourt
Fotografia: Jérome Peyrebrune
Montaggio: François Gédigier
Musica: Jérome Lemonnier
Scenografia e costumi: Antoine Platteau
Interpreti: Catherine Frot, Déborah François, Pascal Greggory, Clotilde Mollet, Zavier De Guillebon, Antoine Martynciow
Produzione: Diaphana Film
Distribuzione: Mikado
Formato: 35mm., col.
Nazionalità ed anno: Francia 2006
Durata: 85'
Titolo originale: La tourneuse des pages
Data di uscita: 9 febbraio 2007
Sito ufficiale
Sito italiano
"Una voltapagine (...) può mettere tutto in pericolo". Specie se è una giovane a cui da ragazzina è stato impedito di studiare pianoforte: la sua sete di vendetta non avrà pace finché non si sarà compiuta. Il soggetto de La voltapagine - presentato a Cannes 2006 in Un certain regard - piacerebbe forse a certo cinema sud-coreano, magari proprio al vendicatore per eccellenza Park Chan-wook. Perché - in sostanza - di una Lady Vendetta "alla francese" si tratta. Totalmente transalpina, La voltapagine si può ascrivere però anche (e più appropriatamente) al genere cinematografico delle perversioni da tastiera. Madrina, la splendida Isabelle "La pianiste" Huppert.
La storia di Mélanie (Déborah François), piccolo prodigio pianistico ma anche figlia di macellai di provincia, è stata pensata, scritta e diretta da Denis Dercourt: una laurea in filosofia, un dottorato in scienze politiche, ma soprattutto un diploma in musica e viola al conservatorio, dove tuttora insegna. E questo incide parecchio in un film che fa perno tanto sulle armonie musicali quanto sulle disarmonie dell'animo umano: peccato che le intenzioni vendicative di Mélanie siano così evidenti fin dall'inizio, e rendano ogni spettatore perfettamente consapevole di ciò che l'attende. La ragazza, infatti, finito il liceo, inizia a Parigi uno stage nello studio legale di cui (guarda caso) è socio il marito della famosa pianista Ariane Fouchécourt (Catherine Frot), che anni addietro fu la causa della sua mancata ammissione al conservatorio. Con abile mossa da consumata stratega, Mélanie riesce gradualmente a inserirsi nella famiglia Fouchécourt, prendendosi cura del piccolo Tristan durante le vacanze estive. Nella ricchezza della villa e degli agi di cui partecipa, Mélanie manifesta la sua abilità nella lettura della musica e viene scelta da Ariane quale voltapagine personale. Tra le due donne la confidenza cresce di giorno in giorno, fino a rendere Mélanie indispensabile compagna per Ariane...
Se l'applauso va soprattutto alle interpreti, specie alla giovane Déborah François già apprezzata ne L'Enfant dei Dardenne, non altrettanto si può dire della regia del pur rigoroso Dercourt: troppi disvelamenti anticipati, si diceva, e dunque colpi di scena mancati, per un'opera che in partenza garantiva spunti di originalità e possibilità di introspezione.


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