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ONE PLUS ONE - SIMPATHY FOR THE DEVIL - Edizione Speciale 2 DVD

di Jean-Luc Godard

Cast: Mick Jagger, Brian Jones, Keith Richard, Bill Wyman, Charlie Watts, Anne Wiazemski, Iain Quarrie, Frankye Dymon Jnr., Danny Daniels, Illario Pedro, Roy Stewart, Limbert Spencer, Tommy Ansar, Michael McKy, Rudi Patterson, Mark Matthew, Karl Lewis, Bernard Boston, Nike Arighi, Francoise Pascal, Joanna David, Monica Walters, Glenna Forster Jones, Elizabeth Long, Jeanette Wild, Harry Douglas, Colin Cunningham, Graham Peet, Matthew Knox, Barbara Coleridge
Nazionalità e anno: GB, 1968
Distribuzione: 01 distribution - Rarovideo
Edizione: inglese
Sottotitoli: italiano
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: letterbox 4/3 1.33:1
Durata: 96', 97'
Extra: Nel disco 1 il film Symphaty for the Devil; Trailer (2'30"). Nel disco 2 il film One Plus One; Il documentario "Voices" di Richard Mordaunt (43'23"); Una videocosa di Enrico Grezzi (20'59").
Note: Audio di buon livello, soprattutto le parti in sala d'incisione hanno un suolo brillante e nitido, ben definito e chiaro. Meno bene le scene al di fuori con un suono appena spento.
Benissimo la qualità video on un immagine molto definita e priva di imperfezioni per un ottima visione del film. Colori appena desaturati, ma brillanti e nitidi.
Extra strepitosi. Ma è il prodotto in generale che è un grandissimo prodotto, la concezione dello stesso è qualcosa di visto raramente. Mettere a confronto le due versioni del film, che differiscono di poco (come si evince dal bellissimo booklet nella confezione), solo un minuto di differenza tra Sympathy for the Devil (voluta dal produttore con un titolo, secondo lui, più accattivante) e One plus One. Poi il documentario Voices su Godard, e la videocosa di Ghezzi, forse la meno intrigante e "faticosa" da vedere e ascoltare...
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.01distribution.it/
Titolo originale: One plus One - Simpathy for the Devil

Qualità artistica: Cult
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Ottima

4
ONE PLUS ONE - SIMPATHY FOR THE DEVIL - Edizione Speciale 2 DVD
5

Anima, segni, suoni, razzismo, violenza, musica... la musica sublime e del diavolo dei Rolling Stones, musica che viene dalla viscere, che si espande dalle viscere, dal ventre della musica nera, dal blues, dal ragtime, dalla strada. Una musica che viene dal cuore in cerca di libertà, in cerca di verità. Segni e suoni che marcano il tempo, che ricordano tempi passati e che prevengono tempi futuri. Musica che è la storia dell'umanità. Suoni che sono quelli della strada di qualsiasi uomo di qualsiasi città. Godard mette in scena un'opera che indaga sul presente ma che guarda al passato e al futuro dell'uomo. Dove i Rolling Stones sono il perno focale di questo racconto folle e straniante che parla di vita e di morte dove la droga, ogni tipo di droga è strumento per arrivare a qualcosa... "Secondo lei la droga è una forma spirituale di gioco d'azzardo?", chiede una sorta di intervistatore ad una ragazza e lei  "Si...". Dove Godard sferra un attacco frontale all'America, ai media americani, alla cultura plasticosa a stelleestrisce... Dove il sesso è una delle poche cose che non si può mistificare.
Un Godard che crea una delle migliori e più significative opere di musica e cinema, dove la musica è parte attiva del processo creativo filmico e il contrario. Un'operazione colta ed incline a cercare ciò che l'uomo cerca da sempre: la libertà morale ed estetica e Godard, per giungere a ciò, usa ogni icona possibile del capitalismo creando una sorta di rivoluzione culturale violenta basata sul fascismo, sul sesso, sulle droghe, sul black power, su tutto ciò che non viene contemplato dalla finta democrazia americana e mondiale. Contro la borghesia e il finto comune senso del pudore, sulla bigotteria e sul potere in genere. La cultura è la prima indiziata ad essere qualcosa di manipolabile e di finto elemento di libertà.
Godard costruisce il film come se fosse una dissezione anatomica: da una parte i Rolling Stones in sala di incisione che provano continuamente lo stesso pezzo, dall'altra delle situazioni paradossali di scene di vita nella Swinging London della fine degli anni '60. Una struttura per creare specchi deformati di una realtà deformata che non appare mai per quello che, ma sempre per quello nel quale bisogna credere. E Godard ci da un'altra visione, più pura e dura, ma più reale anche se metafisica.
Poesia allo stato puro, visiva e non che crea di continuo sogni ed incubi della nostra civiltà mendace e poco incline alla verità...

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Caro john, posso chiederti una cosa.
che fine ha fatto la bella foto deprima? questa, non te rappresenta pienamente. Come sei serio!
Hai rimasto il nome, ma non sei + tu.
a presto
B.P.


Gio, 08/02/2007 - 15:14