Menu principale

Login utente

Commenti recenti

Scambia informazioni

Syndicate content

“APNEA”AL CINEMA CON SETTE COPIE (E TRE ANNI DI RITARDO)

Regista, cast e produttori presentano l'esordio cinematografico di Roberto Dordit, girato nel 2004 e in uscita il 16 febbraio (Istituto Luce)

“APNEA”AL CINEMA CON SETTE COPIE (E TRE ANNI DI RITARDO)

E' animata la conferenza stampa che segue Apnea, film dal parto travagliato, nato nel 2004 e distribuito (auspicabilmente) il 16 Febbraio 2007... Arginano qualche polemica il regista Roberto Dordit (nella foto), l'attore Elio De Capitani, Cima e Giuliano per la produzione, Brancaleoni per Rai Cinema, Luciano Sovena per l'Istituto Luce e i due segretari generali della Cgil (a livello regionale e nazionale) Walter Schiavella e Valeria Fedeli.
Il noir socialmente impegnato - pasticciacci brutti di self-made men veneti, smascherati da un anacronistico Zorro pronto al sacrificio - sancisce l'esordio di Dordit nel lungometraggio.
Sovena considera subito che "il film merita di essere distribuito per il tema che tratta, al di là degli incassi". Rincara Dordit: "il sistema cinema in Italia crea difficoltà" per cui "questo genere di film non ha vita facile nelle sale". Aggiunge, entrando nello specifico: "l'industria delle concerie non è presente al cinema", ma "è anche grazie al sostegno di alcuni imprenditori, la parte buona dell'impresa, che si è fatto il film", per "raccontare le distorsioni del sistema ma anche mostrare quant'è difficile il lavoro onesto. I codici del noir descrivono la realtà in modo efficace senza ricorrere alla cronaca. L'unico aspetto in cui sono stato rigoroso, invece, è quello della fotografia del paesaggio: non solo del territorio, ma anche della mentalità imperante".
Schiavella e Fedeli testimoniano l'impegno della Cgil nel sostenere la pellicola, che mostra così chiaramente "l'aberrazione del concetto di concorrenza": "il lavoro in quanto tale, anche quello legale, sembra invisibile, figurarsi quello illegale. I fatti descritti, pur non essendo cronaca, purtroppo sono estremamente plausibili". Ironizzando: "Il diavolo veste Prada è candidato all'Oscar. Chissà quale conceria c'è dietro alle borse Prada".
Se però Nicola Giuliano sottolinea che "oggi esordire al cinema con un film che non sia una commedia è impossibile per difficoltà oggettiva", si genera una diatriba vera e propria sulle ragioni di questa "difficoltà". Chiosa Brancaleoni: "i film costano di più, gli incassi sono inferiori, l'esordio è sempre rischioso, la stampa non promuove le opere prime, il pubblico è distante". Sovena integra, tra riferimenti a Ken Loach ("Perché siamo tanto interessati ai suoi film di denuncia, e non a quelli italiani?") e dati sconfortanti ("Capozona per la distribuzione sarà il Sacher di Moretti, ma in tutto saranno distribuite solo sette copie. Con le risultanze si vedrà...").
Con l'apporto di De Capitani l'atmosfera si rilassa. "Devo a questo film la mia partecipazione a Il Caimano: Nanni Moretti è un amico, ma non mi aveva mai chiamato. Anche ora indosso il completo del mio personaggio, Giordano, uno dei miei figli di puttana. E' un portafortuna, ormai: ci ho fatto i provini per Il Caimano e per Gola Profonda". Si fa più serio circa il film: "la forma del noir è affascinante, io credo molto ai generi. L'Italia è un po' un noir, ultimamente, ma manca la catarsi finale... Qui non esiste banalità del male, semmai comicità del male: spesso da noi il potere assume forma comica". Come dargli torto?

accedi o registrati per inviare commenti