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UNA SCOMODA VERITÀ

di Davis Guggenheim

Sceneggiatura: Davis Guggenheim
Fotografia: Bob Richman, Davis Guggenheim
Montaggio: Jay Lash Cassidy, Dan Swietlik
Musiche: Michael Brook
Interpreti: Al Gore
Produzione: Paramount Classics, Participant Productions
Distribuzione: United International Pictures
Nazionalità ed anno: Usa, 2006
Durata: 100'
Data di uscita: 19 gennaio 2007
Titolo originale: An Inconvenient Truth
Sito ufficiale
Sito italiano
Trailer
Soundtrack
Note: 2 Premi Oscar (Miglior Documentario e Miglior Canzone Originale "I Need to Wake Up")

UNA SCOMODA VERITÀ
3

Al Gore Wants You! Vuoi fare qualcosa per fermare il surriscaldamento globale? Innanzitutto corri al cinema e preparati a non guardare più con lo stesso occhio ingenuo elementi di vita quotidiana come automobili e distributori di benzina. Poi informati sulle relative campagne di sensibilizzazione (climatecrisis.net, a cui questo stesso film rimanda). A questo punto non devi far altro che usare lampadine a basso consumo, rinunciare all'auto il più spesso possibile, riciclare i tuoi rifiuti, controllare la pressione dei pneumatici, risparmiare l'acqua calda installando un rubinetto a getto ridotto, evitare grandi imballaggi, regolare il termostato di casa spostandolo di 2 gradi in meno d'inverno e di 2 in più d'estate (l'autolesionismo è componente imprescindibile di qualsiasi decalogo eroico) e... piantare un albero. Sissignore.
L' "ex futuro presidente degli Usa", come lui stesso si definisce, è infatti in un buon numero di sale a testimoniare la battaglia personale che conduce sin dal 2000, anno in cui le discusse elezioni presidenziali versus George Doppia-vu l'hanno visto sconfitto. Invece che fuggirsene in esilio mediatico su qualche atollo o dedicarsi al golf, Gore ha rispolverato il tema della salvaguardia dell'ambiente affrontandolo con un ciclo corposo di "spettacoli itineranti sul surriscaldamento globale", volti non a procacciare voti ma coscienze.
Grafici, dati, animazioni, veri e propri cartoni animati (fa capolino persino l'ottimo Matt Groening di Simpsons & Futurama) farciscono lo show, la cui versione cinematografica essenzialmente documenta gli spostamenti da una sala conferenze all'altra, da una cittadina all'altra, da uno Stato all'altro, in una girandola etica inattaccabile che ispira laborioso ottimismo anche alla platea più scettica. L'approdo su grande schermo mira dunque a raggiungere più persone possibile, dopo il pubblico degli Usa (unico Paese, assieme all'Australia, a non aver ratificato il protocollo di Kyoto). Digressioni estemporanee sul lato biopic del buon Al - idealistica sensibilità giovanile sul fronte della crisi ambientale; tragico incidente automobilistico del figlioletto, peraltro a lieto fine; letale cancro al polmone della sorella fumatrice, in una famiglia di produttori di tabacco - lasciano i più cinici tra l'indifferente e l'infastidito, ma forse hanno il merito di contribuire a contestualizzare il personaggio Gore in quello che è peraltro un coerente documentario "carbon-neutral" (a impatto zero o quasi, bilanciando con contromisure ecologiche le inevitabili emissioni dannose di diossido di carbonio).
Per ottenere una vittoria decisiva contro il nemico, cioè contro quel surriscaldamento globale frutto del mero egoismo umano, "abbiamo tutto ciò che ci serve, eccetto forse la volontà politica. Ma... per fortuna negli Stati Uniti la volontà politica è una risorsa rinnovabile". Ennesimo American Dream, insomma: per una volta, però, politicamente correttissimo.

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