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LA STRADA DI LEVI

di Davide Ferrario

Sceneggiatura: Davide Ferrario e Marco Belpoliti
Fotografia: Gherardo Gossi, Massimiliano Trevis
Montaggio: Claudio Cormio
Musiche: Daniele Sepe
Produzione: Rossofuoco, Rai Cinema
Distribuzione: 01 distribution
Nazionalità ed anno: Italia, 2006
Durata: 92'
Data di uscita: 19 gennaio 2007
Sito ufficiale
Note
: Presentato in concorso alla I Edizione di Cinema. Festa Internazionale di Roma

LA STRADA DI LEVI
3 e mezzo

«Perché mai viaggiare? Non serve per il tipo di realtà che voglio documentare». Spiega Davide Ferrario e decreta di se stesso: «Io non sono un viaggiatore, l'attrazione che Levi e i suoi racconti hanno esercitato su di me sono stati tali da farmi partire seguendo le sue orme. Con lui ho viaggiato per 6mila km, cosa per me impensabile altrimenti». È andata così per il regista rigorosamente indipendente che con Dopo Mezzanotte (2003) ha conquistato il mercato e il pubblico internazionale.
Raccogliendo l'idea di Marco Belpoliti, scrittore e curatore da 15 anni delle opere di Primo Levi, Ferrario ha realizzato in 3 anni La strada di Levi, una pellicola che definisce «un documentario di creazione o un road movie senza attori». Interpretando alla lettera quanto descritto da Primo Levi ne "La tregua", il regista percorre il medesimo itinerario da Auschwitz a Torino che costrinse lo scrittore deportato nel lager ad attraversare in 10 mesi Polonia, Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Romania, Ungheria, Austria e Germania. E lo fa seguendo un doppio binario, fornendo così un interesse particolare all'opera: mentre "ascolta" l'esperienza toccante della "guida" Levi, si mette egli stesso in ascolto degli abitanti che incontra in quei Paesi dell'Europa post-comunista e post-nazista. «Il film ha preso forma strada facendo: non avevamo materiale pre-confezionato», sottolinea Ferrario. In questo modo l'autore ha potuto appoggiare lo sguardo su realtà di cui egli stesso è stato il primo a stupirsi: dall'incontro con il ricordo del leggendario artista ucraino Igor Bilozir, assassinato da estremisti russi, alla visita al koklhoz in Bielorussia, dallo zoo itinerante in Moldavia fino al cimitero delle statue comuniste ungheresi. Il tutto accompagnato da una colonna sonora dalle chiare valenze semantiche e ben sincronizzata al notevole lavoro di montaggio. Fondamentale alla costruzione del senso de La strada di Levi è la parola "tregua", che Ferrario e Belpoliti hanno caricato di un nuovo significato: «Se per Primo Levi "tregua" significava il periodo tra la fine della Seconda Guerra Mondiale all'inizio della Guerra Fredda, per noi rappresenta quell'intervallo tra la caduta del Muro di Berlino e l'11 settembre 2001: in quel momento, purtroppo, la storia ha ripreso a "marciare"». La pellicola è prodotta dalla Rossofuoco dello stesso Ferrario con Rai Cinema, che ha creduto fin da subito nel progetto.

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