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UNA VOCE NELLA NOTTE
di Patrick Stettner
Soggetto: tratto dal romanzo omonimo di Armistead Maupin
Sceneggiatura: Armistead Maupin, Terry Anderson, Patrick Stettner, dal romanzo omonimo di Armistead Maupin
Fotografia: Lisa Rinzler
Montaggio: Andy Keir
Musiche: Peter Nashel
Interpreti: Robin Williams, Toni Collette, Bobby Cannavale, Rory Culkin, Sandra Oh
Produzione: Hart-Sharp Entertainment, IFC Films
Distribuzione: Videa Cde e Warner Bros Pictures Italia
Nazionalità ed anno: Usa, 2006
Durata: 90'
Data di uscita: 12 gennaio 2007
Titolo originale: The Night Listener
Sito ufficiale
Sito italiano
Si chiede venia per la digressione, ma Una voce nella notte rappresenta uno di quei casi in cui l'avvertenza "ispirato ad eventi realmente accaduti" allude al fatto che al di fuori del film esista una storia più interessante di quella che nel film è raccontata. E più ancora di questo, dato che tra la realtà e il grande schermo c'è stata un'ulteriore elaborazione, quella costituita da un omonimo romanzo, che negli Stati Uniti ha avuto grande successo e che in Italia è stato da poco ristampato dalla Bur.
Abbiamo dunque uno scrittore, che racconta alla radio le proprie storie, e che un giorno legge le memorie di un ragazzo, e ne incontra poi solo la voce, in sei anni di affettuosa amicizia telefonica. Questa relazione che, pure nella sua eccezionalità, appartiene alla ordinarietà del vissuto quotidiano, assume di colpo, un giorno, un carattere assolutamente anomalo, facendo vacillare tutte le sicurezze dello scrittore e portandolo a sentirsi come dentro a un film. Per la prima volta, infatti, gli si fa notare che la voce del ragazzo che ha preso tanto a cuore è pressoché identica a quella della donna con cui dice di vivere e che si presenta, anch'essa per telefono, come la sua madre adottiva. Lo scrittore conduce allora, parallelamente ad una relazione che non si sente di interrompere, un'indagine privata per arrivare alla verità e scoprire l'individuo, o gli individui, che si nascondono dietro una voce. Sensibili alle richieste dei promotori, che si sono peritati di distribuire un'avvertenza alla stampa perché si astenesse dal rivelare troppo, possiamo limitarci a dire che l'esito di tale indagine ha raggiunto, nella realtà, una conclusione diversa da quella a cui si allude nel film. Nell'industria letteraria americana, scossa più di recente dal caso del misterioso JTLeroy - che esiste come invenzione, sulla carta e al di fuori di essa, grazie all'arte letteraria e dissimulatoria di Laura Albert - Anthony Godby Johnson (che nel film è ribattezzato Pete Logand ed è interpretato da Rory Culkin) rappresentò la prima occasione per interrogarsi su quelle complesse operazioni di marketing che legano il successo di un'opera letteraria alla curiosità morbosa suscitata dal suo autore. Questione che non si risolve certo nella scoperta delle "truffe", dato che, per sua stessa natura, la narrazione ha ovviamente a che fare con l'infingimento. Da questo spunto, il regista Patrick Stettner trae dunque una storia che si confronta con l'ambiguità della verità, con la complessità delle relazioni nel loro essere non solo quello che sono, ma anche quello che, per mutua volontà delle parti, vogliono essere. Il tema portante è quello della creazione letteraria, che si comporta con la realtà come farebbe una gazza ladra, scegliendone solo quello che riluce: ma stupisce, di contro a cotanta complessità tematica, l'appiattimento inesorabile che il film subisce nella sua seconda parte, trasformandosi progressivamente, sia nelle scelte stilistiche che nell'articolazione narrativa, in un thriller inutilmente inquietante. Tanto che, a conti fatti, l'ambiguità che contraddistingue la conclusione della storia, e che non ne contraddice l'impianto iniziale, appare quasi come un tradimento consumatosi ai danni dello spettatore, a cui per troppo tempo si era fatta intendere non la possibilità, bensì la necessità di una risoluzione dell'enigma. Sia pure legata al suo aspetto thriller - efficace ma a tratti estremamente grossolano - di Una voce nella notte è comunque da segnalare la performance impressionante di Toni Collette, che relega su un piano decisamente inferiore il sia pur piacevolmente sotto le righe Robin Williams.



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