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CRASH - CONTATTO FISICO

di Paul Haggis

Regia: Paul Haggis
Soggetto: Paul Haggis
Sceneggiatura: Paul Haggis e Bobby Moresco
Fotografia: J. Michael Muro
Montaggio: Hughes Winborne
Musica: Mark Isham
Scenografia: Laurence Bennet
Costumi: Linda Bass
Interpreti: Sandra Bullock, Don Cheadle, Matt Dillon, Brendan Fraser, Thandie Newton, Ryan Phillippe, Jennifer Esposito, William Fichtner
Produzione: Lions Gate Films, Bob Yari Productions, DeJ Productions, Sindacate Films International, Backfriar’s Bridge, Harris Company, Apolloscreen GmbH & Co. Filmproduktion, KG Bull’s eye Entertainment
Distribuzione: Filmauro
Formato: 35mm., col.
Nazionalità ed anno: USA, 2004
Durata: 107’
Titolo originale: Crash
Note: Il film, le cui riprese sono state effettuate in 35 giorni, ha vinto il Grand Prize dell’American Film Festival 2005 di Deauville ed è candidato a 6 Premi Oscar. Paul Haggis ha recentemente lavorato all’adattamento di Flags of our Fathers, l’ultimo lavoro di Clint Eastwood, prodotto da Steven Spielberg.
CRASH - CONTATTO FISICO
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Los Angeles, città del cinema, dei sogni e delle mille contraddizioni, è la protagonista dell’opera prima di Paul Haggis, già in corsa per l’Oscar come sceneggiatore di Million Dollar Baby.
Nel corso di 36 ore si intrecciano le vite dei numerosi protagonisti, non in susseguirsi di episodi giustapposti, ma in un affresco corale che ha come tematica l’intolleranza razziale, la difficile coesione tra le varie comunità etniche e sociali che convivono nella città, che siano quelle dei bianchi, dei neri, degli asiatici, dei poliziotti, di facoltosi professionisti.
Lontano dalle luci dei quartieri alti, Crash è ambientato nelle strade e negli spazi aperti della Valley, luoghi di desolazione e violenza.
Pochi gli interni, ogni volta mostrati per indicare la chiusura di alcuni personaggi. Sono le macchine, simbolo di continua mobilità, le vere protagoniste di questo film rarefatto e rigoroso: mai descritte nei loro particolari, suggeriscono la precarietà delle situazioni svelando che in fondo LA è ben lontana dall’essere la città dove ogni sogno si realizza.
Strane leggi governano i destini dei personaggi, che si trasformano all’improvviso da vittime in carnefici ad angeli della strada. Nessuno ha un ruolo ben preciso, ma viene definito solo dall’interazione con gli altri, cosicché c’è un continuo cambio di prospettiva nei loro riguardi, anche in considerazione del fatto che l’autore non prende mai posizione su di loro.
E se il caso sembra essere alla base delle vicende narrate, a ben vedere c’è un disegno profondo, lontano però sia da un bieco e bigotto moralismo che da un freddo nichilismo.
Un cast composito ed interessante (Matt Dillon e Don Cheadle su tutti, Sandra Bullock antipatica al punto giusto), una fotografia sporca e sgranata, una colonna sonora avvolgente: l’esordio di Haggis è ottimo anche se non perfetto e testimonia la feconda vitalità della produzione indipendente USA.
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