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ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND – SE MI LASCI TI CANCELLO

di Michael Gondry

Cast: Jim Carrey, Kate Winslet, Kirsten Dunst, Mark Ruffalo, Elijah Wood, Tom Wilkinson
Nazionalità e anno: USA, 2004
Distribuzione: Eagle Pictures
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano per non udenti, italiano
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 103’
Extra: 2 dischi. Nel primo il film; commento audio di Michael Gondry, Clarlie Kaufman. Secondo disco: Speciale “A Look Inside Eternal Sunshine of the Spotless Mind”; Backstage con interviste; clip musicale; Scene tagliate ed estese; Anatomia di una scena: Saratoga Avenue; “A Conversation with Katie & Michel”; Cartone animato: “The Misadventures of Super Dog”; Nella mente del regista; Lacuna Inc spt tv; Trailers originali.
Note: Ottima la qualità, video, che rispetta la bellissima fotografia di Ellen Kuras, colori ben definiti, immagine priva di qualsiasi sporcatura o imperfezione. Ottimo anche l’audio, anche se con qualche piccola pecca, a volte rimane un pochino fievole in alcuni punti. Benissimo anche gli extra. Interessati le scene tagliate, e lo speciale “A look…”
Regione: 2
Sito ufficiale: www.eaglepictures.it


Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Ottima
ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND – SE MI LASCI TI CANCELLO
4 e mezzo
Vincitore del premio Oscar 2005 per la miglior sceneggiatura. E questo potrebbe essere una nota di demerito visto come la pensiamo sugli Oscar, che sempre secondo noi vengono assegnati non ai film più belli ma a quelli che hanno bisogno di essere sostenuti oppure a quei filmoni che tanto piacciono agli americani tipo, tanto per fare un nome, Titanic, che per carità è un buon film, ma nulla di più, tanto è vero che nel tempo è stata coniata la frase “è un film da Oscar”, per dire che è un buon film ma con risvolti melodrammatici che commuovono i “duri” americani.
Ma questo è solo uno dei motivi, e non volgiamo approfondire in questa sede il tema, ma lo faremo in occasione degli Oscar 2006… Tornando al nostro Eternal… mai premio fu più meritato da Charlie Kaufman, uno dei migliori sceneggiatori oggi in circolazione al mondo (per intenderci quello di Being John Malkovich), che da vita ad una storia complessa e semplice, tortuosa e lineare, melò e brillante… insomma tutto e il suo contrario, che poi non è altro che cifra della vita stessa…
Una vita che scorre più o meno placida come un fiume, ma che poi all’improvviso assume contorni forti e vivi nel momento in cui un uomo o  una donna incontrano l’amore. Due persone diverse, anche profondamente che si amano, ma che poi lei decide di chiudere il rapporto per tale diversità. Ma come si può cancellare il dolore di una separazione? Badate bene non parliamo solo dell’abbandonato ma anche, in questo caso, dell’abbandonatrice, perché non è vero il luogo comune che soffre solo chi è lasciato. La ragazza, la bella e stravagante Clementine decide di farsi cancellare dalla memoria (come se fosse un hard-disk) tutto ciò che riguarda il suo uomo, Joel, e tutti i bei e brutti momenti passati insieme. Solo così potrà riprendere a vivere più velocemente , senza avere “ombre” da cancellare “manualmente”. Ma anche Joel farà lo stesso, perché non riesce a sopportare di non essere neanche riconosciuto dalla sua amata. Durante il processo di “cancellazione”, però, “l’hard-disk dal cuore tenero” di Joel si ribella, decide che vuole ricordare tutto, quindi la sua mente elabora dove poter andare a “nascondere i ricordi con Clem”, cercando di infiltrarli in ricordi che non saranno cancellati, ma il medico si accorge di ciò e in una sorte di thriller inizia “la caccia al ricordo”…
Ma anche in Clem, nello stesso momento, iniziano a riaffiorare strani flash di un “passato dimenticato”. Forse l’amore non è finito. In un finale struggente i due si ritrovano a combattere con i problemi di sempre, se ri/iniziare o farla finita.
Morale? Non esiste amore senza un sua fine il/logica dettata dai propri sentimenti, non si può manipolare la mente per “cancellare” ciò che si vuole, perché la “verità” viene sempre a galla.
Splendida sceneggiatura di Kaufman che fa dei percorsi tortuosi della mente un plot altrettanto tortuoso, rendendo partecipi non solo i due protagonisti, ma anche tutti i personaggi che ruotano intorno alla vicenda. Una storia d’amore che è un inno all’amore ma anche al libero arbitrio, alla possibilità di scegliere e di poter tornare indietro volontariamente, senza  nessun ausilio esterno. L’amore e la fine di un amore è solo di chi lo vive e di nessun altro. Una sceneggiatura ben fatta, ma anche ben diretta da Gondry, accompagnata da una fotografia eccezionale di Ellen Kuras, e da un cast di attori all’altezza ed oltre. Su tutti Jim Carrey, sempre più trasformista e sempre più eclettico, con il volto segnato dagli anni, ma sempre più intenso. Un grande film da non perdere.
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Crdo che tra gli sceneggiatori in circolazione il migliore, o tra i migliori sia proprio Kaufman, con il suo modo di scrittura molto particolare che influenza molto anche le scelte registiche. Dopo Essere John Malkovich sembra quasi che sia stato direto dallo stesso regista tanto lo stile è inconfodibile.
Non sono d'accodo con te, però, sulla "grande" perfomances di Jm Carrey, che a parte le smorfie non sa fare altro, e banalizza di molto il personaggio. Personalmente avrei usato John Cusack, un attore che adoro e credo sarebbe stato perfetto per il ruolo.

Lun, 07/11/2005 - 01:09