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IL MIO MIGLIORE AMICO

di Patrice Leconte

Sceneggiatura: Jerome Tonnerre e Patrice Leconte
Fotografia: Jean-Marie Dreujou
Montaggio: Joëlle Hache
Musiche: Xavier Demerliac
Scenografia: Ivan Maussion
Interpreti: Daniel Auteuil, Dany Boon, Julie Gayet, Jacques Mathou, Marie Pillet, Elisabeth Bourgine
Produzione: Fidélité Productions, TF1 Films Productions, Exception Wild Bunch, Lucky Red, Canal+, Ciné Cinémas
Distribuzione: Lucky Red
Nazionalità ed anno: Francia 2006
Durata: 94'
Titolo originale: Mon meilleur ami
Data di uscita: 6 dicembre 2006

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IL MIO MIGLIORE AMICO
3

- "Mi insegni ad essere simpatico. Sono pronto a pagarla".
- "Ma lei sta scherzando?!"
- "No, io non scherzo mai"
- "Anche questo è un errore. E crede di poter acquistare tutto...?"
Forza dei dialoghi, e per il nuovo film di Patrice Leconte, Il mio migliore amico, c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Se non serve esplicitare il tema di una pellicola dal titolo così "didascalico", occorre precisare subito che questo aggettivo spregevole e molto alla moda di questi tempi non si può riferire al film. Che invece è molto gradevole.
Maestro francese della commedia - tra i migliori ancora sulla piazza - Leconte continua a perseguire le intenzioni che ispirano il suo cinema: raccontare con leggerezza vizi e virtù dell'umana specie. E lo fa lavorando su storie e ritratti di un micromondo da cui estrarre una morale universale. Ovviamente.
François (Daniel Auteuil) è un mercante d'arte e di vite. Ma è solo, il che non lo disturba, fintanto che il giorno del suo compleanno alcuni suoi "amici" lo illuminano di una triste verità: "Tu non hai amici". Alla naturale negazione dell'uomo, scatta la scommessa della fedele socia Catherine (Julie Gayet): "Hai 10 giorni per presentarci il tuo migliore amico". Da ricco che era, François scopre la propria miseria umana, imbarazzato dalla ricerca di libri sull'amicizia o da telefonate di nascosto a numeri stile "Telefono amico". "Non è per me", si schermisce. Ma la risposta è automatica, "Tutti dicono così". Vagando per una Parigi affollata ma al tempo stesso solitaria come tutte le metropoli, François incontra Bruno, un taxista molto socievole ma anche affetto da crisi di panico e ansia. L'uomo comprende le difficoltà nel socializzare del mercante e si offre di aiutarlo...
La relazione tra i due protagonisti - nella naturale dialettica di odio e amore prediletta dalla commedia -  rievoca qua e là alcune atmosfere de L'uomo del treno, benché la presente pellicola non raggiunga mai punte di ispirazione quali quelle del film con l'inimitabile coppia Jean Rochefort - Johnny Hallyday.
E se Auteuil si conferma come la "star" maschile del cinema francese odierno (Depardieu permettendo), Dany Boon (visto anche in Una top model nel mio letto di Veber) riesce a convincere mescolando simpatia e tenerezza e senza mai far apparire caricaturale il proprio personaggio. In definitiva, pur non trattandosi di un'opera memorabile né per il cinema francese odierno né per la filmografia di Leconte, Il mio migliore amico risulta piacevole e riesce a far sorridere, come a commuovere, per tutta la sua durata.

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