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SI CONCLUDE OGGI L’XI. ROMA FILMFESTIVAL

SI CONCLUDE OGGI L’XI. ROMA FILMFESTIVAL

Si conclude oggi l'undicesima edizione del Roma Film Festival, una rassegna molto interessante e matura (Cinema Nuovo Olimpia, Roma, 29 novembre - 6 dicembre), che quest'anno ha dedicato, tra l'altro, una retrospettiva completa a Francesco Rosi. Matura e forse un po' d'elite rispetto alla maggior parte dei festival italiani, ma questo non fa altro che caratterizzarla meglio e offrire agli spettatori uno spettro più ampio di eventi e di film.
Nel corso della rassegna si sono alternate varie sezioni, che hanno offerto agli spettatori film che vanno da pellicole storiche e poco note (come Carisma di Amos Gitai ed O meu caso di De Oliveira) ad anteprime come Coeurs del grande Resnais e Lights in the Dusk di Kaurismaki. Tanti cortometraggi italiani e stranieri, nuove proposte nella sezione "cinema a confronto: Italia - Paesi arabi". Omaggi al già citato Gitai, allo stesso De Oliveira, a D. Huillet e J.M. Straub, ma anche alla coppia straordinaria Rostropovich - Vishneskaya, ovvero al più grande violoncellista del Novecento e alla sua compagna, grandissima cantante lirica e maestra nel repertorio russo: ad essi un altro vero maestro contemporaneo, Alexander Sokurov, ha dedicato un film di quasi due ore a difesa dell'arte. Affascinante la sezione "Etrange", con molte proposte internazionali e alcuni lavori italiani di vario livello e durata (corti, medi e lungometraggi) ma tutti accomunati da una ricerca di originalità che parte da punti di vista desueti o estremi del vivere quotidiani.
Fra gli italiani è da segnalare, purtroppo non in maniera del tutto positiva, il lavoro di Marco Carlucci, Il punto rosso (nella foto): un film che si è fatto notare per il cast notevole nonostante il dispendio di mezzi appaia misero; da Andy Luotto a Ernesto Mahieux ad altri nomi storici della commedia all'italiana. Risultato da dimenticare, in special modo per la mancanza di una sia pur minima idea registica di fondo che possa connotare il film; recitazione "da strada", fotografia inesistente (a livelli di amatoriale), montaggio appena accettabile per salvare un film che non si può proprio definire tale. Forse proporre questo film al prossimo festival dei backstage di Roma non sarebbe stata una cattiva idea (come backstage di un film ancora da fare). In tutti i casi va apprezzata la produzione, veramente invidiabile per come ha tirato su un mini evento scegliendo i nomi giusti. Due parole ancora per la sezione "Passaggi meridiani", dedicato al Sud: storie personali e universali raccontate attraverso la sensibilità di alcuni giovani autori italiani. Nel complesso una buona rassegna, ben articolata e densa di stimoli per tutti.

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io appartengo ai fortunati che hanno potuto assistere alla proiezione del punto rosso .
premesso che mi sono molto simpatici i filmmaker(s) indipendenti e poco rufiani ...
penso che il film in questione abbia il proprio punto di forza nel suo contenuto ,
nell'idea registica di fondo ....
il messaggio di trovare sempre il coraggio di sostenere le proprie idee mi sembra talmente importante in un mondo cosi'ipocrita da non aver necessità di essere supportato da alcun abbellimento stilistico da alcuna attenzione maniacale alla fotografia ... la bellezza stà proprio nel realismo ( trattasi o no di una corrente cinematografica che gli americani ancora oggi ci invidiano???? ) .
Basta con gli effetti speciali ... basta con la recitazione esasperatamente impostata .
evviva i contenuti forti e le idee che "rischiano " di stimolare una riflessione ... insomma lodi a marco

Gio, 04/01/2007 - 18:46

ciao mi sono imbattuto nella tua rispettabile "pseudo recensione"
ed un po per istinto "materno"
un po per solidarietà,
di fronte alle esigue risposte che hai,
lascio una breve considerazione.
Credo tu sappia le difficoltà produttive di un film in Italia specie se si toccano tematiche come
quelle de "Il punto rosso" alle quali non dedichi nemmeno una riga informativa
ma di cui lascio link a tutti gli interessati : www.puntorossofilm.it
Penso che una recensione debba tenere conto del messaggio autoriale rapportato ai
mezzi a disposizione e non solamente basarsi su una dettagliata quanto personalissima indagine
microscopica frame to frame - alla ricerca dei difetti tecnici o stilistici.
Abbiamo cercato di portare a nostro vantaggio il gap del formato digitale "comunicare"
direttamente allo spettatore mediante un linguaggio naturale e certamente grezzo..
Quello che definisci "recitazione da strada" è in realtà gente normale che parla di cose reali..
Se alla fine cercare di emozionare mediante quello che pensa la maggior parte della gente comune
significa non avere idee.. allora che ben vengano questi vuoti..
Io continuerò a fare Backstage, il dietro le quinte della finta vita che ci raccontano,
con la stessa voglia e forza che avevo prima di leggerti
con la tranquillità di poter sbagliare...
con l'augurio che tu possa scendere in campo e dimostrare finalmente la tue più represse
qualità artistiche
con la speranza che qualche film tu lo veda davvero... sino alla fine.
In bocca al lupo.
Marco Carlucci
Un filmmaker indipendente

Lun, 18/12/2006 - 19:36

Io il film non l'ho visto, però non credo che per parlare "non bene" di qualcosa sia necessario per forza di cose giustificare quello che c'è dietro. Alla fine, se un film è brutto - e, bada bene, non sto parlando del tuo perché, ti ripeto, non l'ho visto - alla gente poco importerà sapere se è stato fatto da un regista più o meno "indipendente" o con scarse risorse produttive...


Mar, 19/12/2006 - 03:34

ciao,
non chiedo ne cerco giustificazioni.
ho risposto non per la critica in se stessa..
ma per ( a mio giudizio ) gratuite sottolineature che ho trovato lontane dallo
stato dei fatti...
sulla gente sono d'accordo con te..
la stessa presente quella sera in sala..
la stessa con la quale ci confrontiamo sempre..
cmq..
il tizio ha detto la sua ..
io la mia...
te la tua..
e credo che vada bene così...

Mar, 19/12/2006 - 12:41

Anch'io non ho visto il film come Jack Torrance perciò non saprei cosa dire a riguardo del film. Però mi sembra che ci sia un po' di astio eccessivo nelle tue parole nei confronti del recensore e mi sembra (da quello che scrivi) che tu sia "appena" presentuoso e che vuoi avere sempre l'ultima parola (cosa che, credo, farai anche con me), basta leggere le tue ultime parole:
"il tizio ha detto la sua ..
io la mia...
te la tua..
e credo che vada bene così..."
Insomma chiudi dicendo la tua in modo salomonico sopo aver (giustamente!?!) difeso il tuo film/figlio, ma non puoi criticare il recensore se stronca il tuo film. E' leggittimo che tu faccia il tuo lavoro e lui il suo. Eppoi non mi sembra che autori come Antonioni, Fellini, Bertolucci si siano mai scagliati pubblicamente in queste querelle da "bar".
Detto ciò rispetto il libero arbitrio di dire qualsiasi cosa. Nello spettacolo fa parte del gioco, come anche nella vita.. "parlatene bene, parlatene male, purché se ne parli"...

Ven, 22/12/2006 - 16:32