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HAPPY FEET

di George Miller

Sceneggiatura: George Miller, John Collee, Judy Morris, Warren Coleman
Coreografie: Kelley Abbey, Savion Glover
Musiche: John Powell
Supervisione animazione: Don Ezard
Montaggio: Margaret Sixel, Christian Gazal
Interpreti: Elijah Wood, Robin Williams, Hugh Jackman, Brittany Murphy, Nicole Kidman, Hugo Weaving, Anthony LaPaglia (cast voci originali)
Produzione: Warner Bros. Pictures, Village Roadshow Pictures, Kennedy Miller, Animal Logic Film
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Nazionalità ed anno: Usa, 2006
Durata: 108'
Data di uscita: 1 dicembre 2006
Sito ufficiale 
Sito italiano
Trailer
Soundtrack

HAPPY FEET
3

Nella terra dei pinguini Imperatore, il canto d'amore è ciò che distingue un'esemplare dall'altro e permette a ciascun pinguino di riconoscere il proprio compagno o la propria compagna. Il piccolo Mambo, figlio di Norma Jean e Memphis, ha il difetto imperdonabile di essere stonato come una campana, ma compensa le sue scarse abilità canore con una musicalità innata che trasmette attraverso il ballo. Un pinguino ballerino di tip tap è davvero un rara avis, e Mambo si ritroverà tacciato di sovversivismo ed esiliato dal capobranco Noè.
Accolto con entusiasmo dagli Amigos Adelie, un gruppo di pinguini piccoletti e di inconfondibile carisma ispanico capitanati da Ramon (che in originale ha la voce di Robin Williams e in italiano quella di Massimo Lopez), Mambo si imbarcherà in un pericoloso viaggio per scoprire la causa della scarsità di pesce che affligge la comunità pinguinesca, e incontrerà gli alieni, ossia gli esseri umani, colpevoli di pesca indiscriminata e dell'inquinamento dell'habitat antartico.
Ennesima dimostrazione del fatto che ormai i cartoni animati non si disegnano più e che ogni nuova uscita segna la tappa successiva dell'irresistibile progresso dell'animazione digitale, Happy Feet è un musical coinvolgente che deve gran parte della sua efficacia alla scelta di una scaletta di canzoni memorabili, tra cui spiccano "Kiss" di Prince, "Somebody to love" dei Queen e "My Way" di Frank Sinatra, ma anche "Shake your bon bon", "That's the way (I like it)" e addirittura un'aria dei Pagliacci del Leoncavallo. Moulin Rouge ha fatto scuola e anche in questo caso i brani di una tradizione musicale eterogenea vengono filtrati dalla pop culture e utilizzati senza troppi adattamenti come scansioni fondamentali dei momenti della storia. Si tratta del meccanismo che permette ad una pellicola come Happy Feet di travalicare i confini che le verrebbero imposti dal suo essere, al contempo, film di animazione, film per ragazzi e film natalizio: il film di Miller riesce a rivolgersi ad un pubblico più vasto, facendo appello ad una memoria musicale generalmente condivisa dagli adulti, e assai meno comprensibile per i bambini, viste anche le scelte di un'edizione italiana che doppia il meno possibile. Musica, ma anche il ballo (nonostante, come ha avuto modo di notare la coreografa del film Kelley Abbey, sia stato parecchio difficile far muovere con grazia degli animali che hanno la forma di palle da calcio con i piedi), e la simpatia istintiva suscitata dai pinguini, in un periodo che ha già visto il successo de La marcia dei pinguini e dei perfidi pinguini di Madagascar. Per il resto, qualche ingenuità ed un eccesso di retorica si segnalano in una storia che mescola i soliti elementi: accettazione del diverso, consapevolezza e fiducia in se stessi, contrasti familiari e un po' di amore, mentre la parabola ecologista, che pure sviluppa momenti di intensa drammaticità, si risolve con più di una forzatura. Ma il risultato è comunque godibile e alcune scene spettacolari, in particolare quella che vede protagoniste una coppia di ferocissime orche, ne consiglia vivamente la visione al cinema.

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