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ULTRAVIOLET

di Kurt Wimmer

Cast: Milla Jovovich, Cameron Bright, Nick Chinlund, William Fichtner, Sebastian Andrieu
Nazionalità e anno: USA, 2006
Distribuzione: Sony Pictures Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese, spagnolo, catalano
Sottotitoli: italiano, inglese, olandese, portoghese, spagnolo, hindi, inglese per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 82'
Extra: Commento al film di Milla Jovovich; Dietro le quinte; 4 scene eliminate; Trailer.
Note: Prodotto di grandissimo livello. Audio al di là della perfezione con un'ottima taratura dei livelli ed una perfetta distribuzione sulle varie uscite, dove lavorano benissimo le casse retro che danno un forte ed intenso coinvolgimento dell'udito. Un gran lavoro fatto sull'equalizzazione dei volumi fa sì che il suono sia limpido e cristallino. Ottima anche la qualità video, con colori brillanti e ben definiti per un'immagine complessiva perfetta. Buoni gli extra ma nulla di travolgente come il resto della resa tecnica del film. Ottimo...
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.sonypictures.it/
Titolo originale: UltraViolet

Qualità artistica: Buona/Ottima
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona

4 e mezzo
ULTRAVIOLET
4

Bistrattato e maltratto all'uscita in sala Ultraviolet è un film di livello assoluto che forse o è stato visto con qualche preconcetto oppure è stato "malvisto" (in tutti i sensi) da chi ne dovrebbe scrivere e farne una sana e corretta recensione. Certo entriamo nel campo della soggettività, ma il compito primario di un recensore sarebbe quello di essere "assolutamente" oggettivo al di là dei suoi gusti cinematografici o del momento. Noi lo troviamo un buon film, ben costruito, ben articolato e soprattutto con dei personaggi costruiti perfettamente nelle dinamiche proprie del film. Insomma una struttura robusta che ci ha soddisfatto e quindi, al di là dell'oggettività, possiamo dire anche, che soggettivamente il film ci è piaciuto, e molto.
Tratto dal fumetto di... nessuno (ovvero i titoli di testa con le vari cover, in diverse lingue, di UltraViolet è una mera invenzione dell'autore) Kurt Wimmer crea una struttura molto più vicina possibile a quelle delle novel graphics, con effetti speciali volutamente "visibili" nella loro "finta realtà", con ambienti ridotti all'essenziale in questo mondo del futuro dominato da un solo uomo, un dittatore chiaramente-, che creano illusioni ottiche come in un magico caleidoscopio ricco di colori. Una citazione omaggio al mondo dei fumetti che dichiara in ogni modo... I vestiti di Ultraviolet che cambiano di continuo toni e colori adattandosi agli ambienti circostanti sono una trovata geniale, che resa al meglio, da al film un forte tocco di originalità e glamour, quasi si fosse sulle passerella di una sfilata di moda di Jean-Paul Gaultier. Ma non è solo una sfilata di abiti e corpi ma un piccola legenda di quello che accade nel film, un riflesso dell'anima e dei sentimenti che albergano nei personaggi descritti in modo minuzioso e quasi maniacale. Il tutto sullo sfondo di un mondo dominato da un dittatore privo di scrupoli "che viene dalla gavetta" e che per questo cova rancore ed odio verso chiunque. Un uomo cifra del grande malessere che affligge quella società del futuro come la nostra del presente (reale): l'importanza di essere e quindi di esistere "affogati" nella sete del potere. Un potere che decide della vita di tutti come se si potesse giocare ad essere Dio, e, quindi, disporre della vita di tutti gli abitanti del pianeta. Quindi Ultraviolet non è solo un film che mostra azione ed effetti speciali a iosa, vera manna per la vista, ma anche un film pregno di valori assoluti come l'amore verso gli altri, l'odio indiscriminato e razzista, la maternità, la compassione, la benevolenza. Un film mistico che sfiora e tocca d vicino la religione nella sua essenza che sfocia in un epifania di colori ed immagini e azioni che travolgono in tutta la loro possanza. E poi il personaggio di Violet, una donna istoriata nel corpo e nella mente, ridotta ad essere solo un killer, strappata dei suoi sentimenti che ritrova all'improvviso, è qualcosa di divino, di straordinario. La sua metamorfosi da donna ormai priva di tutto e donna che ritrova se stessa va di pari passo con il sibilio delle pallottole e il clangore delle spade che si roteano alte nel cielo. Un cielo plumbeo e/o sereno ma sempre cupo, livido, carico di una tensione ricca dimorate, dove la vita è solo un ricordo del passato. Una vita che forse tornerà ad albergare sulla Terra, ma che al momento latita, anche se qualche germoglio sembra spuntare...

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Credo che il recensore si sia fatto un acido o ha visto un altro film. Ultraviolet è non brutto ma quei film che rimangono nel limbo della mediocrità totale. Film senza senso compiuto che rimangono appesi senza dare nessuna "scossa". Boh!!!

Ven, 01/12/2006 - 14:45