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JOHN CAMERON MITCHELL: «IL SESSO NON CI SALVERÀ, MA POTREBBE ESSERCI D’AIUTO»

Presentato a Roma questa mattina, dal regista John Cameron Mitchell, Shortbus, film "scandalo" allo scorso Festival di Cannes. In uscita il prossimo 24 novembre, esercenti permettendo

JOHN CAMERON MITCHELL: «IL SESSO NON CI SALVERÀ, MA POTREBBE ESSERCI D’AIUTO»

Una coppia gay in crisi (Paul Dawson e PJ DeBoy), un misterioso voyeur (Peter Stickles), una consulente di coppia preorgasmica (Sook-Yin Lee, nella foto) e una dominatrice frustrata (Lindsay Beamish): la solitudine di New York post 11 settembre si ritrova allo Shortbus, locale dove ogni "perversione" - oltre a qualche drink e cinevisione - è possibile: «Non è il sesso libero che ci potrà salvare, ma il buon sesso può sicuramente aiutarci», ha spiegato questa mattina il regista John Cameron Mitchell, intervenuto per accompagnare l'uscita del film, prevista nelle sale (quasi sicuramente con il divieto ai minori di 18 anni) dal prossimo venerdì 24 novembre, distribuzione BIM.
E proprio l'amministratore unico Valerio De Paolis ha voluto sottolineare le difficoltà che sta incontrando con alcune sale per il film in questione: «Pensavamo di uscire con un centinaio di copie, ma ho ricevuto più di un diniego da parte di qualche esercente, preoccupato per le scene di sesso esplicito - cosa che trovo abbastanza deprimente per un'opera che va ben al di là del semplice atto lussurioso - e per questo siamo costretti a ridimensionarci, puntando a 60 schermi».
Certo, qualcuno potrà storcere la bocca di fronte ad alcune sequenze "cinematograficamente insolite" (contorsionistica autofellatio, ménage à trois omosessuale con inno nazionale americano cantato in maniera non proprio "ortodossa", eiaculazioni varie e via discorrendo) ma l'intento di Mitchell, alla seconda regia dopo Hedwig - La diva con qualcosa in più e produttore del recente Tarnation (diretto da Jonathan Caouette e da noi mai uscito al cinema ma edito in DVD da Dolmen), era quello «di allontanarsi dall'abitudine di molti film europei che mostrano scene di sesso esplicito sempre o quasi denotandole con accezioni negative, partendo da un lavoro che ha coinvolto passo dopo passo gli stessi attori, di fatto coautori dello script». 
Gestazione di due anni e mezzo prima di dare il via alle riprese, «trovare i finanziamenti non è stato semplicissimo - racconta il regista - perché quando mancano i nomi delle star è ovvio che ci si pensa due volte prima di supportare economicamente un film, soprattutto come questo. Certo, ci fosse stato Brad Pitt a farsi "scopare", i soldi sarebbero arrivati subito...», Shortbus ha fatto parlare di sé all'ultimo Festival di Cannes ed è uscito un mese fa in tutta l'America del Nord ma, prosegue Mitchell, «non c'è stata nessuna controversia. I conservatori credo siano divenuti più sofisticati: forse hanno capito che il parlare anche male di qualcosa non produce altro che un interesse maggiore per le persone e quindi hanno preferito il silenzio». 
Cresciuto con i film di Pier Paolo Pasolini e fortemente influenzato da alcuni titoli dei primi anni '80 (come il tedesco Taxi zum Klo, di Frank Ripploh), John Cameron Mitchell - texano apparentemente giovanissimo, in realtà quarantatreenne - scherza sulle reazioni dei suoi genitori («profondamente cattolici e ultraconservatori, fan di George W. Bush...») alla vista del film e sostiene il sesso come vero, unico «linguaggio universale, veicolo attraverso il quale possiamo esprimere le nostre emozioni. Ho realizzato Shortbus - nome fittizio che rappresenta la sintesi di tanti locali simili, presenti non solo a New York - con un approccio realistico e pragmatico indirizzato alla "speranza": il cambiamento è possibile, ma può arrivare solo sfruttando i legami, le connessioni. E tutto questo non attraverso la tecnologia, sempre più esposta al sovraccarico di desideri e prossima all'esplosione, ma semplicemente grazie alla "solidarietà", la stessa che ha caratterizzato la città di New York durante il grande blackout di qualche anno fa».

Clicca qui per il trailer 

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Ero a cannes quando è sucesso il fatto. finalmente un film dove se vedono un po' di cose! bei ragazzi e belle ragazze. Certo dopo n po' te stucca, però bravi.


Mar, 21/11/2006 - 12:20

mi piacerebbe riprendere in mano l'ascia che ho lasciato all'overlook hotel...


Gio, 23/11/2006 - 03:14