Menu principale

Login utente

Commenti recenti

Scambia informazioni

Syndicate content

I FIGLI DEGLI UOMINI

di Alfonso Cuaron 

Soggetto: tratto dal romanzo di P.D. James
Sceneggiatura: Alfonso Cuaron, Timothy J. Sexton, David Arata, Mark Fergus, Hawk Ostby
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Montaggio: Alex Rodriguez
Musiche: John Tavener
Scenografia: Geoffrey Kirkland, Jim Clay
Costumi: Jany Temime
Interpreti: Clive Owen, Julianne Moore, Michael Caine, Chiwetel Ejiofor, Charlie Hunnam, Clare-Hope Ashitey
Produzione: Universal Pictures, Strike Entertainment, Beacon Communications LLC, Hit & Run Productions, Quietus Productions Ltd.   
Distribuzione: UIP
Nazionalità ed anno: Canada, Gran Bretagna, USA, 2006
Durata: 114'
Titolo originale: Children of Men
Data di uscita: 17 novembre 2006
Sito ufficiale
Sito italiano

Trailer
Note: Presentato in concorso alla 63. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - Osella per il miglior contributo tecnico per la Fotografia di Emmanuel Lubezki 

I FIGLI DEGLI UOMINI
3

Londra, 16 novembre 2027: l'intera umanità apprende con disperazione la notizia della morte di Baby Diego, un diciannovenne famoso per essere l'abitante più giovane della Terra. Il mondo è ormai divenuto una landa desolata, in preda al degrado ambientale ma soprattutto all'infertilità totale dei suoi abitanti. Dal collasso generale si è salvata solamente l'Inghilterra, che si difende violentemente dalla massiccia immigrazione, deportando chiunque non abbia il permesso di soggiorno. Theo, un impiegato nichilista e disilluso nonostante il suo passato da attivista, si troverà suo malgrado ad essere investito dall'importante compito di salvare una giovane donna incinta di 8 mesi, il miracolo atteso da tutta l'umanità, portandola ad un incontro con la misteriosa barca del "Progetto Umano".
Ispirandosi al romanzo fantascientifico dell'inglese P.D. James, Alfonso Cuaron realizza un film molto personale, mettendo in scena i suoi incubi e le sue ossessioni più profonde. A questo scopo il regista fa uso di una tecnica geniale e uno stile documentaristico che a detta sua si rifà a quello usato da Pontecorvo ne La Battaglia di Algeri: la mdp è una fedele testimone degli accadimenti, partecipandovi attivamente e seguendo l'azione passo dopo passo (in questa ottica vanno quindi letti i due e più piani sequenza, da antologia della tecnica cinematografica).
Se la maschera cinica e intensa di Clive Owen ben riesce a rappresentare il personaggio di Theo, vero salvatore dell'umanità senza per questo assumere connotati epici, Cuaron riesce a rappresentare un futuro che non è altro che un presente realisticamente aggiornato, con i problemi dell'immigrazione, dell'inquinamento, della guerra e della violenza: le immagini del film non di molto si discostano da quelle che siamo abituati a vedere nei telegiornali attuali. Realistica è quindi la bomba della prima sequenza, realistici i bombardamenti tra i palazzi di una cittadina abbandonata (sarebbe potuta essere la ex-Jugoslavia come l'Iraq), realistiche sono le torture che si intuiscono essere fatte nei campi di prigionia, a detenuti incappucciati che richiamano le immagini di Guantanamo... Il futuro, sembra dirci Cuaron, non è molto lontano dal presente: ma nonostante questa prospettiva apocalittica, c'è un barlume di speranza... Peccato che nonostante questi ottimi presupposti, il film non riesca a decollare del tutto, soffrendo di una certa lentezza.

accedi o registrati per inviare commenti