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PRIMI AMORI, PRIMI VIZI, PRIMI BACI

di Eric Toledano e Olivier Nakache

Sceneggiatura: Eric Toledano e Olivier Nakache
Fotografia: Rémy Chevrin
Musiche: Frédéric Talgorn
Montaggio: Dorian Rigal-Ansous
Interpreti: Jean-Paul Rouve, Marilou Berry, Omar Sy, Jean Benguigui, Lannick Gautry, Julie Fournier, Joséphine de Meaux, Guillaume Cyr, Jacques Boudet
Produzione: Quad Productions, M6 Films, La Petite Reine
Distribuzione: Filmauro
Nazionalità ed anno: Francia, 2005
Durata: 103'
Titolo originale: Nos jours heureux
Data di uscita: 27 ottobre 2006
Sito ufficiale
Sito italiano

PRIMI AMORI, PRIMI VIZI, PRIMI BACI
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Cronaca di una colonia estiva, fra preadolescenti legittimamente pestiferi e un gruppo di animatori eterogeneo, composto, fra gli altri, da un'assistente sanitaria senza laurea in medicina e da una timida patologica sul punto di esplodere. A capo della colonia c'è Vincent, in fuga da un padre onnipresente che ancora gli prepara i panini per pranzo e pronto ad innamorarsi di Lisa, l'animatrice carina oggetto delle attenzioni generali. Superato il momento traumatico (da entrambe le parti) della separazione dai genitori dei pargoli, un gruppo di sconosciuti, grandi e piccoli, imparerà a conoscersi e a creare una comunità solidale di gioco, amicizie, amori.
Commedia francese che i realizzatori Eric Toledano e Olivier Nakache hanno girato negli stessi luoghi dove dieci anni orsono lavoravano proprio come animatori di una colonia estiva, Nos jours heureux (brutto il titolo italiano, che riecheggia quello del terribile telefilm francese per ragazzi Primi baci) dribbla con abilità le trappole della retorica tipiche dei pre-teen movies, pur senza riuscirvi del tutto (ma sarebbe stato un quasi-miracolo). I buoni sentimenti sono salvati dall'ironia, le tempeste ormonali condiscono le parentesi amorose, e qualche punta di sana cattiveria contribuisce a riequilibrare l'atmosfera fin troppo idilliaca. Tra gli adulti, una spanna sopra tutti Joséphine de Meaux, che interpreta Caroline, prima repressa e introversa, e poi votata ad un continuo e impagabile turpiloquio, che pure rischia di andare un po' sopra alle righe (il gioco funziona, ma alla lunga stanca...). Il messaggio di integrazione, solidarietà, comprensione di chi è più svantaggiato (la bambina delle case occupate non deve per forza essere una ladra) e di chi la pensa diversamente (il bambino razzista ripete soltanto a pappagallo quel che ha sentito dire in casa), finisce però per essere soltanto un ingrediente marginale di questa simpatica minestra, incentrata su una nostalgia un po' sdilinquita di una spensieratezza tutta infantile. E in fondo non è un male, perché le tentazioni pedagogiche di Nos jours heureux si perdono opportunamente fra le risate di una commedia abbastanza azzeccata, dalle non troppo ponderose ambizioni.

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