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PILLOLE – Tutto quello che della Festa i media non dicono, ma che è necessario sapere: GIORNO 8
Finisce la Festa (ma non è detto termineranno le pillole...). C'è ancora tempo di ringraziare la Comencini, fonte "orridamente" inesauribile di materiale, i sosia di Almodovar, la logorrea dei registi russi, il bullismo compiaciuto dei curatori del photo call del kebabbaro sulla Flaminia, le nudità delle giornaliste di RaiSat ma soprattutto Sasha Baron Cohen e il suo Borat (nella foto). E infine tutti voi, lettori affezionati di questo stupi-diario
REMAKE(?) - Verso metà proiezione di Dopo il Matrimonio tutto il Palaromauno si domandava: "Ma perché hanno aggiunto dei colori sgargianti a Festen, di Tomas Vintemberg, e l'hanno ributtato nelle sale?". Alla fine la risposta era chiara: per aggiungergli un lieto fine strappalacrime. Una della fila dietro di me, alla fine, piangeva come manco gli fossero morti i criceti.
LAMENTELE - Buio in sala, parte il film della Comencini. Dopo il mega logo-jingle della Festa, il logo del primo produttore non ha sonoro. Una si lamenta: "Macchè non c'è audio!!?!". Vabbè che il film era orrendo, ma aspetta almeno i primi dieci minuti!
COMMOZIONE - Motivi per dolersi (ma anche no) irrompono a metà proiezione. Lo schermo fa una dissolvenza in rosso, e poi si spegne del tutto. Spiegazione? La pellicola si è bruciata. O si è troppo commossa nel seguire le appassionantissimissime avventure di Zingaretti&Co., oppure, e ci sembra sia la spiegazione più semplice e dunque la più probabile, si è vergognata di quel che gli hanno impresso sopra.
GOOD LUCK - Come se non bastasse, nell'iniziare la proiezione ci si mette pure un inserviente con la radio spalancata a fornirci preziose informazioni sulla situazione del parcheggio sud. Ottimi diversivi ad un film pessimo, oltre che jellato. Roba che la sfiga di Pollyanna era una roba da ridere.
SPECIAL THANKS - Ringraziamo la Comencini per averci fornito la più grande varietà di materiale durante la settimana delle Pillole.
BULLI - Il "nostro caro" (vedi le puntate precedenti), curatore del photo call del kebabbaro sulla Flaminia, si vantava oggi in sala stampa di una foto che del tutto per caso lo vedeva ritratto insieme alla Kidman. Al punto di violare e crackare siti a pagamento per stamparsela e appenderne una gigantografia nella libreria dell'Auditorium, titolandola "Io e il figo del photo call - by Nicoletta". L'ufficio stampa della Kidman ha minacciato querela.
PENNICA - Ora, già la tradizione russa non ci fornisce una cinematografia particolarmente frenetica e scattante, già il film russo presentato a Roma è cervellotico e complesso. Ma che poi il regista impieghi quaranta minuti per rispondere a tre domande tre è veramente troppo! Si è rischiato l'abbiocco a più riprese.
SOSIA - Roberto Andò non è stato fatto passare dalla security all'ingresso del Teatro Studio. Poi un bodyguard ha esclamato: "Ah, ma lei è il sosia di Almodovar!" e fortunatamente per lui (ma sfortunatamente per chi, come me, era alla terza conferenza stampa di seguito) è riuscito ad entrare.
SEXY - La moderatrice dell'incontro stampa aveva uno spacco vertiginoso, troppo vertiginoso. Dopo aver introdotto si scusa, dà le spalle al pubblico e si scusa per la cerniera aperta. Peccato! (ma anche assolutamente no).
VANTAGGI - Abbiamo scoperto che i pass senape della Giuria avevano lo stesso identico valore alla biglietteria di tutti gli altri. In compenso potevano far condire gratuitamente gli Hot Dog della food zone.
BORAT - Ultima magnificente proiezione di Borat, a mezzanotte al Pala RomaUno. Peccato però che l'american-kazako di Baron Cohen sia stato infinitamente più comprensibile dei sottotitoli italiani. Gli addetti alla traduzione si sono fatti ammaliare, evidentemente, dalle grazie del lottatore di sumo che gironzola nudo per un paio di sequenze del film.


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