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LA SCONOSCIUTA

di Giuseppe Tornatore

Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore
Fotografia: Fabio Zamarion
Montaggio: Massimo Quaglia
Musiche: Ennio Morricone
Scenografia: Tonino Zera
Costumi: Nicoletta Ercole
Interpreti: Ksenia Rappoport, Michele Placido, Claudia Gerini, Piera Degli Esposti, Alessandro Haber, Clara Dossena, Angela Molina, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino
Produzione: Medusa Film, Manigolda Film
Distribuzione: Medusa Film
Nazionalità ed anno: Italia/Francia, 2006
Durata: 118'
Data di uscita: 20 ottobre 2006
Sito ufficiale

Note: Presentato a Cinema. Festa Internazionale del Cinema di Roma nella sezione Première

LA SCONOSCIUTA
3

A sei anni dalla sua ultima opera (Malena) Giuseppe "Peppuccio" Tornatore torna sugli schermi con un'opera che ha notevolmente diviso la critica, un noir a tinte forti, il primo della sua carriera. Una imprecisata ed impersonale città del Nord Italia. Irena, una misteriosa donna dell'Est fa di tutto per lavorare per gli Adacher, una famiglia di ricchi orefici, e una volta riuscita nel suo intento si inserisce nella loro vita, riuscendo a stabilire un rapporto privilegiato con la piccola Thea. Ma il passato della vita di Irena mano a mano riemerge, coinvolgendo tutti in una spirale di violenza e di morte.
Tornatore padroneggia indubbiamente una tecnica notevole ed un cast di attori straordinari. La sua scrittura è potente, ma la sceneggiatura è un po' macchinosa e soffre di alcune lacune e inverosimiglianze. Solo per citare le più eclatanti.: la domestica Gina-Piera Degli Esposti, dopo aver fatto un notevole volo per le scale, rimane paralizzata, ma miracolosamente ricomincia a parlare, nel frattempo però Irena le ha fatto firmare delle deleghe per ritirare i suoi risparmi in banca...E ancora: Muffa, un Michele Placido completamente rasato a suo agio nella parte del pappone senza scrupoli, risorge dopo varie coltellate all'addome. A dispetto di ciò, e anche di tanta inutile violenza, anche se suggerita e mai mostrata, il film funziona, con le sue atmosfere cupe e deprimenti. Le due ore di narrazione piena e corposa sono sorrette dalla splendida protagonista, sempre in campo: bella e sofferta, Ksenia Rappoport è veramente l'elemento più riuscito del film, assieme al personaggio della piccola Thea, e al loro rapporto emozionante e sincero.

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La sconosciuta e' un sotto-SinCity che ben rappresenta noi e il nostro cinema, cosi' ripiegato nel sociale, cosi' italiota, con le sue storielline di cameriere e suore, troie e borghesi, accatastate senza un minimo di spessore dramamturgico, quasi come se l'emozione dovesse necessariamente scaturire dalla poesia e dalla crudezza del reale. E quindi giu' con musiche autoplagianti che invadono e soffocano ogni spazio, via con attori imbruttiti, imbolsiti, limitati, via col pelo della Gerini, mostrato veloce in doccia senza alcuna sensualita', via con chili d'inutile violenza, malfatta e a buon prezzo, pornografica senza il gusto del pornografico. Se ancora oggi e' necessario in Italia affrontare il dramma dello sfruttamento della prostituzione delle donne dell'Est le cose sono due: o c'e' qualcosa che non va nel pubblico, o c'e' qualcosa di strano in chi certe storie le scrive e le realizza. Gli incassi penso possano fornire una qualche risposta. Io personalmente torno a vedere Sin City. Perche' c'e' Mickey Rourke e non un patetico Michele Placido, perche' si sogna e si trema con pura fiction, perche' chiamano le prostitute troie e continui a percepirne il dramma e non si offende nessuno. Perche' e' cinema.


Gio, 02/11/2006 - 12:57