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PILLOLE – Tutto quello che della Festa i media non dicono, ma che è necessario sapere: GIORNO 6

PILLOLE – Tutto quello che della Festa i media non dicono, ma che è necessario sapere: GIORNO 6

La Festa del Cinema veleggia verso gli ultimi giorni. Ma si fa ancora in tempo a chiedere informazioni tecniche sul proprio fondotinta, a fare figure poco edificanti in giro per le conferenze stampa, a farsi fregare dalla food zone (ma quella non è una novità) e da La sconosciuta di Tornatore ma, soprattutto, a perdersi per strada i componenti della Giuria. Come ogni giorno, pertanto, ecco a voi le pillole di oggi.

SCHIAVI - Un simpatico vecchietto passa in sala stampa verso mezzogiorno urlando "Qualcuno di Libero? C'è un giornalista di Libero?". Non avendo nessuno alzato la mano si allontana sacramentando "Figuriamoci, siete tutti schiavi". Il giornalista di colore seduto sui tavolini sulla destra ha sentitamente ringraziato. 
NOMEN OMEN - In mattinata proiettato il bello seppur lentissimamente iraniano A Few Days Later.... Un film la cui tensione narrativa rimane inalterata fino a quando non entra in scena un personaggio che si chiama Meherdad. Per fortuna che probabilmente il film non verrà mai doppiato in italiano. 
SGUARDI - Alla conferenza stampa del film iraniano siamo quattro gatti ad intervistare la regista e la produttrice. Mi alzo spavaldo e pongo la prima domanda, anche piuttosto elaborata, alla Karimi, fissandola. Quando mi risiedo, mi accorgo di aver fissato per un minuto buono la persona sbagliata, poiché mi risponde la tizia sulla sinistra che, nell'intervenire, non avevo minimamente considerato. E che, tra l'altro, è anche molto più gnocca.
"Mi piace quel ragazzo perchèèèèèè, sto diventando forse ricchione?!" cantava quello.
SURREALISTI - Una signorina si aggira nell'ufficio stampa distribuendo fogli descrittivi di come l'HP sia l'azienda più cool del mondo. Intercetta un fotografo che sbobina un photo call e gli rivolge la domanda del secolo: "Mi dia il suo parere, ma secondo lei con questo trucco si evidenzia il naso?". Risposta poco convinta: "Mah, direi ad occhio e croce di no..." (Argh!)
TUTTO CHIARO - Maestosa, magnificente, applauditissima (ma il perché poi, vallo a capire). L'anteprima degli addetti ai lavori de La sconosciuta di Tornatore. La conferenza stampa è piagata dal solito tormento del traduttore simultaneo. Questa volta il dramma è la cuffia che traduce in inglese il parlato italiano. La Rappaport, che evidentemente le nozioni basilari della nostra lingua le ha apprese, si esibisce in  un labiale spettacolare verso Haber: "Non ci capisco un cazzo".
E noi che lo stiamo dicendo da una settimana...
OBIETTIVITÀ - Ci è capitato, forse per il primo giorno, di visionare entrambe le opere in concorso. Mentre per This is England (nella foto) la giuria si esibiva compatta a ranghi serrati (a dire il vero che si serrano dopo 10 minuti dall'inizio, con giurati che si intrufolano nella sala buia alla spicciolata, magno cum gaudio per chi è seduto nella fila dietro), il film iraniano della mattinata non era stato degnato della presenza di nemmeno uno dei "popolari", tantomeno del sommo maestro Scola. Ora. O la giuria ha proiezioni riservate che non sono state comunicate, o frequenta le proiezioni pubbliche, cosa alla quale non ci è mai capitato di assistere, o c'è una terza spiegazione che ci sfugge per mancanza di arguzia.  Nulla a che vedere con i ragazzini stacanovisti di Alice nella città, che non bucano una proiezione e continuano a prendersi bordate di fischi (vedi Pillole 1) 
TARTINE - Sul computer accanto al mio un'addetta stampa parla al telefono: "Si, si, c'è il party, ma sai, c'è il lutto cittadino e lo dobbiamo fare in forma ridotta". Cioè? Solo tartine al salmone e niente caviale?
SOSIA - Potremmo pure dirvi che l'imbonitore politico skinheads di "This is England" pare decisamente un clone di Bettini. Ma non lo diremo. Ripieghiamo al massimo su "il fratello gemello di Borghezio" per essere very politically correct.
FINANZIARIA - La mattina faccio colazione con caffè e cornetto. Il caffè me lo battono 80 cent. La sera, il solo caffè questa volta un euro. Alla domanda su un perché di un aumento così repentino in così poco tempo, mi sento rispondere "Eh sì, sennò come le faccio lo sconto!?".
Mi sto ancora interrogando sul senso della risposta. 
ECCE BOMBO - Un omaccione bonario all'uscita della Première de La sconosciuta ha etichettato il film come "tendenzialmente pulp". A Michele Apicella sarebbe venuta la pelle d'oca.
EROISMI - L'unico collega del quale finora si sa che abbia visto L'ultimo caravanserraglio, 4 allegre ore e mezza di proiezione, è Mauro Corso. Pare che si sia vendicato sul regista legandolo a una sedia e sparandogli per cinque volte consecutive L'ultimo silenzio. Non si sa se abbia resistito.

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