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FIND ME GUILTY - PROVA AD INCASTRARMI

di Sidney Lumet

Cast: Vin Disel, Peter Dinklage, Linus Roache, Ron Silver, Annabella Sciorra, Alex Rocco, Jerry Adler. Raul Esparzka, Richard Portnow, Aleksa Palladino, Robert Stanton, Marcia Jean Kurtz, Domenick Lombardozzi, Josh Pais, Frank Pietrangolare, Richard DeDomenico, Jerry Grayson, Tony Ray Rossi, Vinny Vella, Paul Borghese, Frank Adonis, Nick Pucio, Frankie Perrone, Salvatore Paul Piro, Gene Ruffini, Roger Zamudo, Terry Serpico, Frank Lentini
Nazionalità e anno: USA, 2006
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.77:1
Durata: 120'
Extra: Dietro le quinte (11'33"); Interviste a: Vin Diesel (4'42"), Peter Dinklage (4'10"), Linus Roache (3'41"), Ron Silver (3'57"), Annabella Sciorra (2'42"), Alex Rocco (2'23"), Sidney Lumet (5'18"), T. J. Mancini (2'50"); Trailer originale; Trailer italiano.
Note: Buono l'audio, rotondo e pastoso, ben definito per un suono assai limpido e pulito. Bene anche la qualità dell'immagine, con un perfetto riversamento sul DVD, con dei colori ben definiti e perfettamente tarati.
Bene anche gli extra, soprattutto le interviste che esplicano bene il lavoro fatto e danno il punto di vista di ognuno che ha lavorato nel film.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.medusahe.it/
Titolo originale: Find Me Guilty

Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona

4 e mezzo
FIND ME GUILTY - PROVA AD INCASTRARMI
3

Jack è nel suo letto. Un uomo entra dentro la sua stanza da letto e gli spara. Cambio inquadratura. Jack è nel letto d'ospedale, ferito ma ancora vivo. Dei poliziotti cercano di sapere chi sia stato. Jack è evasivo e alla fine uno dei poliziotti prima di andare via...
Poliziotto: "Se finiscono il lavoro non venire a lamentarti con noi."
Jack Dee: "Se finiscono il lavoro non potrò lamentarmi con nessuno!"
Bene questo è cifra del film, dell'omertà di un uomo d'onore e della mafia, dei valori della "famiglia" e dell'ironia grandguignolesca che Lumet tira fuori dal film...

Un Lumet che prende la strada della satira e la percorre bene, senza esitazioni. Senza però perdere di vista il lato processuale e la verità inconfutabile di ciò che avviene. La farsa nella farsa dove uomini, comunque colpevoli, suscitano le simpatie della giuria anche a causa di un pubblico ministero troppo arrogante nelle sue arringhe e con delle prove indiziarie che non dicono nulla. Non si può giudicare un uomo dal suo aspetto e quindi il poliziotto dell'FBI non può dire che sono italiani solo perché si muovono con ampi gesti. Prove, come detto, indiziarie. Quindi un processo che Lumet tratta come tale: un grande affresco grottesco e privo di fondamenta. Un tocco leggero, quello di Lumet, che affronta il processo in modo diretto, colto, raffinato, con citazioni alte dando un tocco di tragedia greca alla intera vicenda, e poi il suo interesse al lato umano. Jack DiNorscio rimane simpatico, diventa simpatico per quel suo lato umano che lo rende uguale agli altri. E Lumet insiste molto su questo lato, sui sentimenti e sui desideri di questo uomo non particolarmente colto che però si prende la responsabilità di difendersi da solo. Lumet prende al storia vera, tratta dalla biografia del gangster italoamericano "Fat Jack", per elaborarla in questo quadro nitido e ben definito, dove però non esiste il bene assoluto come, e soprattutto, il male assoluto. Alla fine Jack è un personaggio positivo che crede nei valori della famiglia e  forse anche in Dio, ma non ci dobbiamo dimenticare chi sia stato veramente, un mafioso che trafficava in droga... ed è per questo che è stato processato ed ha passato 17 anni degli ultimi 20 della sua vita in carcere.
Tutto ha inizio nel 1985. Con più di 76 capi d'imputazione, la famiglia Lucchese, noto clan mafioso del New Jersey, deve affrontare un superprocesso. Uno degli elementi più in vista della famiglia Giacomo "Jackie Dee" DiNorscio viene arrestato per traffico di droga, incastrato dalla polizia e condannato a trenta anni. Tutto è mirato per cercare di convincerlo a testimoniare nell'imminente processo contro la sua stessa famiglia ma l'uomo rifiuta. Non fidandosi più degli avvocati, al processo si difende da solo...
Quello che deve affrontare è uno dei processi più lunghi che la giustizia americana ricordi. Tra una serie di gaffe e il suo animo "ruspante" poco alla volta Jackie suscita la simpatia della giuria... Un processo che dura 22 mesi e che la giuria liquida con 14 ore di seduta... Ma non ci saranno vincitori, solo vinti.

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Senza capo e ne coda. Mediocre anche Vin Disel.

Mer, 18/10/2006 - 09:19