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THE QUEEN

di Stephen Frears

Soggetto e Sceneggiatura: Peter Morgan
Fotografia: Affonso Beato
Montaggio: Lucia Zucchetti
Musiche: Alexandre Desplat
Scenografia: Matthew Broderick
Costumi: Consolata Boyle
Interpreti: Hellen Mirren, Michael Sheen, James Cromwell, Sylvia Syms, Alex Jennings
Produzione: Pathé Pictures International, Scott Rudin Productions
Distribuzione: BIM
Nazionalità ed anno: Gran Bretagna, 2006
Formato: 35mm, colore
Durata: 100’
Data di uscita: 15 settembre 2006
Note: Coppa Volpi ad Helen Mirren per la Migliore Interpretazione femminile e Osella per la Migliore Sceneggiatura a Peter Morgan a Venezia63
THE QUEEN
4 e mezzo
Un tema inedito, una sfida difficilissima. Raccontare le reazioni della Royal Family e del Governo Blair alla morte accidentale di Lady Diana, e soprattutto, rappresentarne le difficoltà nel gestire la tragedia di fronte al popolo britannico. Cosa pensare, cosa dire, cosa fingere. C’era attesa dietro al film The Queen di Stephen Frears ed è stata appagata perché, ad avviso di chi scrive, è uno dei migliori film visti in concorso a Venezia 63.
Il regista de Le relazioni pericolose e del più recente Mrs Henderson presenta ha infatti affrontato i “private and public affaires” della famiglia reale all’indomani della tragica morte della principessa Diana nella modalità più appropriata, con il rigore ed il linguaggio che meglio si prestavano a rappresentare un evento – e soprattutto i suoi retroscena – come questo attraverso il cinema. E miglior cast non poteva essere scelto, specie nella straordinaria protagonista Helen Mirren (giustamente premiata con la Coppa Volpi) che veste i panni della sovrana in modo impeccabile.
Classico nella forma che intervalla con giusto equilibrio la ricostruzione dei fatti ad immagini di repertorio, il film trova forza oltre che nelle interpretazioni degli attori anche nell’utilizzo sapiente di espressioni di quel “formal English” - per sua natura così inadatto a veicolare sentimenti - che riesce tuttavia a farsi carico del peso di una situazione “emotiva” definita dal personaggio Tony Blair “the mood is quite delicate now”. L’arte del dialogo, appunto. Convincere la rappresentante in carica di mille anni di monarchia ad umiliarsi scendendo in mezzo alla gente straziata dalla perdita della “Principessa del popolo” non è cosa adatta alla Britishness istituzionale ma Blair, come è noto dalla storia ormai, fu in grado di fare quel miracolo di intermediazione. E Frears, lavorando appunto sulla lingua e sul linguaggio del corpo (straordinarie le silenziose lacrime di Helen “Elizabeth” Mirren che manifestano il disagio verso un dolore che non riesce a gestire e che si appoggia, come catarsi, alla compassione per un cervo ucciso) ci regala la pregnanza di un cinema rigoroso ma non scontato, esplicativo ma mai retorico, profondamente British ma non nazionalista e non risparmia la critica politica alle scelte, più recenti, del Governo Blair: “Ci sarà un tempo – dice la regina al primo ministro – in cui anche lei dovrà affrontare l’opposizione del popolo e quello arriverà senza preavviso”.
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che a Venezia si sia scatenato un polverone per questo film resta un mistero. Anzi, è indicativo di come in Italia lo spirito critico vada sempre più spegnendosi. La Mirren è bravissima, ma si tratta di un filmetto, o poco più. Inutile vederci altro.


Lun, 25/09/2006 - 19:43