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GIANNI AMELIO: RIPARTIRE DAL CUORE
Amelio e Castellitto in Cina…
È stato un Gianni Amelio particolarmente sereno quello che ha presentato in conferenza stampa il suo La stella che non c’è, accolto stamattina in maniera abbastanza positiva alle proiezioni per la stampa, con grande soddisfazioni dell’autore e dei produttori, nonché degli attori.
Accompagnato, infatti, dalla delegazione dei produttori (Cattleya e Rai Cinema) e dai due protagonisti, il regista calabrese ha parlato del suo film descrivendolo come un viaggio compiuto in Cina, un vero e proprio continente da scoprire, un viaggio fisico ed interiore che lui stesso ha condotto ma in cui si è fatto accompagnare da Sergio Castellitto, definito un attore ideale e soprattutto dalla non professionista Tai Ling.
Quest’ultima è stata scelta non in base ad un provino, ma in seguito ad un incontro in cui lei aveva avuto modo di parlare di sé. Castellitto ha ringraziato Amelio perché sul set lo ha fatto sentire amato e ha dichiarato che per interpretare il suo ruolo, Vincenzo Buonavolontà, si è fatto guidare proprio dal cognome di questo personaggio che nasce rigido e poi nel corso della vicenda si ammorbidisce; che, per usare le parole del film, è morbido e tenace. Amelio ha ricordato Roberto Rossellini, definito un Maestro per la sua capacità di porre un filtro morale tra lo schermo e la realtà, ritenendo che i registi non debbano avere lo sguardo neutro del documentarista, ma sempre mediato dal sentimento. Il regista ha confessato che la prima volta in un suo film si è immedesimato nel protagonista, nel suo non arrendersi nel suo viaggio lungo la strada del cuore, che sembra essere stata ormai dimenticata dall’Occidente. E ha parlato del finale del film, l’incontro dei due protagonisti lungo i binari del treno, come un finale di speranza, citando la frase finale del suo Porte aperte: “Ho fiducia nonostante tutto”…
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