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DE SETA “TORNIAMO AD UN CINEMA DI VALORI”

Lettere dal deserto per far rifiorire l’interrazzialità…

DE SETA “TORNIAMO AD UN CINEMA DI VALORI”
Dopo una gestazione di circa 4 anni, dal momento in cui fu concepito il progetto, viene presentato a Venezia come evento speciale Lettere dal Sahara il nuovo lavoro di Vittorio De Seta, nelle sale dal 1° settembre distribuito dall’Istituto Luce.
 
D: Da dove nasce la scelta del Senegal come Paese e popolo “protagonisti” del film?
 
VDS: Volevo  che fosse un Paese dell’Africa nera ma islamico e con una cultura alle spalle dal respiro che supera i suoi confini
 
D: E come è stato il rapporto con la comunità senegalese?
 
VDS: Straordinario. Abbiamo stabilito un rapporto di tale intensità che quando i senegalesi hanno visto il film mi hanno detto che sembrava girato da uno di loro. Di fatto si tratta di un’operazione triculturale, coinvolgendo Italia, Senegal e Francia come coproduttori.
 
D: Qual è il messaggio fondamentale del film, a suo avviso?
 
VDS: Ho cercato di esprimere i buoni sentimenti, i valori, l’etica dimenticata e confusa col buonismo. Oggi chi parla di realtà positive non fa notizia, non è ascoltato e invece su questo dovremmo tornare a volgere il nostro sguardo: agli aspetti positivi del reale, non solo ai negativi.
 
D: Il film uscirà in Senegal?
 
VDS: Mi risulta di sì, come pure in Francia. Spero sia capito Oltralpe come pure nel nostro Paese.
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