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ANA ALATI TAHMOL AZOUHOUR ILA QABRIHA - SONO COLEI CHE COPRE DI FIORI LA PROPRIA TOMBA

di Hala Alabdalla e Ammar Al Beik

Sceneggiatura: Hala Alabdalla
Fotografia: Hala Alabdalla, Ammar Al Beik
Montaggio: Hala Alabdalla, Ammar Al Beik
Musica: Marcel Khalife
Suono: Jean Marc Schick
Interpreti: Fadia Ladkani, Rola Roukbi, Raghida Assaf, Youssef Abdelke, Nazih Abouafach, Fekrya Miro
Produttore: Hala Alabdalla, Ammar Al Beik
Coproduttore: Richard Copans
Coproduzione: Ramad-films, Les Films d'Ici
Nazionalità ed anno: Siria , 2006
Formato: 35 mm, b/n
Durata: 110’
Lingua: Arabo
ANA ALATI TAHMOL AZOUHOUR ILA QABRIHA - SONO COLEI CHE COPRE DI FIORI LA PROPRIA TOMBA
3 e mezzo
Tutti i film che la regista siriana Hala Al Abdalla avrebbe voluto girare nella sua vita riuniti in uno solo che inizia e finisce nei ricordi di una giovinezza lontana ma non perduta per sempre.
E poi le strade, le città, le case, le storie della Siria viste attraverso l’occhio di una videocamera e le parole di tre donne, la psichiatra Fadia, la ginecologa Raghida, la manager Rola.
Con in più la storia di Yussef, pittore e marito della Al Abdalla che, seguito nella sua testimonianza dal co-regista Ammar Al Beik, racconta della propria arte, della sua idea di libertà, di democarzia e del suo esilio.
Molte storie, molto materiale per un film personale che molto somiglia ad un documentario dove un Paese come la Siria, esotico e misconosciuto ai più, assume dei contorni più precisi e di conseguenza, per quanto possa sembrare singolare, più conosciuti, più familiari.
All’inizio spiazzante nella sua frammentazione, il film si ricompone, con la dovuta pazienza, davanti agli occhi dello spettatore – almeno di quello più attento -  come un puzzle difficile da completare ma affascinante nella sua integrità finale che ci parla dell’importanza della poesia e del ricordo.
Peccato sia stato presentato in chiusura di Festival, quando la stanchezza si fa sentire e molti hanno già abbandonato il Lido. Per quanto non immediatamente accessibile, lontano com’è dalla spettacolarità, dalla fiction e da facili ammiccamenti, il film avrebbe meritato di più di una proiezione di fronte a un numero particolarmente ridotto di persone.
 
 
I’m the daughter of Satana
I’m the daughter of this night of folly
I’m the daughter of my conscience
and I’m my friend
I’m the eldest
I’m the wine in my veins
I am the one who brings flower to her grave
And cries at the intensity of the poetry
 
Shut your eyes
I pass alone
Like a spear
While your tears run
 
Daed Hadad
La mappa geografica della Siria... degli amici che viaggiano lungo le strade... Una ragazza parla davanti alla “camera”... i suo occhi parlano da soli…
Il mare: dimenticato, un mistero, le sacre tombe dei poeti…
Un film come un puzzle in bianco e nero che fa del viaggio e del ritorno come se fosse una prigione o un esilio delle parole… tra passato e presente tra amore e morte. Un film che parla dell’importanza della poesia…
Un documentario che promette bene…
Hala Alabdalla Yakoub
Hala Alabdalla Yakoub nasce a Hama, in Siria, il 30 marzo 1956. Compie studi scientifici e sociali in Siria e a Parigi. A partire dal 1985 si dedica al cinema e inizia a viaggiare tra Siria, Libano e Francia, per co-produrre, co-sceneggiare e co-dirigere lungometraggi e documentari siriani, libanesi e francesi.
 
Ammar Al Beik
Ammar Al Beik nasce a Damasco, in Siria, il 17 dicembre del 1972. Nel 1997 è diventato un “videasta” autodidatta.
 
Filmografia:
 
Hala Alabdalla Yakoub
1998 Fawk Arraml, Tahta Acchams mm doc
2006 Ana Alati Tahmol Azouhour Ila Qabriha - Sono colei che copre di fiori la propria tomba doc
 
Ammar Al Beik
1997 Light Harvest cm
2000 They Were Here cm
2002 The River of Gold cm
2002 16 mm cm
2002 Boulevard Al Assad cm
2002 My Ear Can See cm
2002 When I Color My Fish cm
2003 Clapper
2006 Ana Alati Tahmol Azouhour Ila Qabriha - Sono colei che copre di fiori la propria tomba doc
Doc
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