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QUIJOTE

di Mimmo Paladino

Sceneggiatura: Mimmo Paladino, Corrado Bologna
Fotografia: Cesare Accetta
Montaggio: Massimiliano Pacifico
Musiche: Lucio Dalla
Scenografia: Paolo Petti
Costumi: Ortensia De Francesco
Interpreti: Peppe Servillo, Lucio Dalla, Alessandro Bergonzoni, Enzo Cucchi, Ginestra Paladino, Enzo Moscato, Remo Girone
Produzione: Ananas
Nazionalità ed anno: Italia, 2006
Durata: 78’
QUIJOTE
4
Forse non è propriamente un film nella più classica delle accezioni (ma cos’è mai il cinema, alla fine? Rileggiamoci Bazin..) ma Quijote, opera prima di un artista del calibro di Mimmo Paladino, va oltre le aspettative. Che pure non erano poche. E non ci riferiamo solo alle straordinarie inquadrature “plastiche” avvalorate dalla fotografia di Cesare Accetta, o agli attori (artisti, intellettuali, cantanti..) stupendi interpreti di dialoghi e monologhi mai troppo ermetici.
Un’operazione ardita, struggente, surreale il don Chisciotte di Paladino, che l’artista ha immaginato e ricreato nel corpo di Peppe Servillo, accompagnato da un’inedito Sancho – Lucio Dalla.
A zonzo per il Sannio –  anche nel bellissimo spazio open air che esibisce alcune delle opere di Paladino – è ricreata la Mancha, con i suoi mulini, potenti e rumorosi, con luci e ombre, con una bellezza che non ha tempo. Più un’installazione che un film. Indefinibile ma splendida. Di cui è meglio forse rimandare la visione – ben augurandosi che in qualche modo sarà possibile nel nostro avido Paese – che sprecare inutili parole.
L’artista ci offre una lettura del tutto inedita e personalissima della figura dell'ingegnoso hidalgo. Don Quijote è molto più che il semplice protagonista di una storia: è la storia stessa.
Mimmo Paladino è nato a Paduli (BN) nel 1948. Dal 1964 al 1968 ha frequentato il liceo artistico di Benevento, nel periodo in cui la scena internazionale era dominata dal Minimalismo e dal Concettualismo. Paladino ha assimilato concetti ed idee da questi due movimenti artistici combinandoli al suo desiderio di far rivivere la forza espressiva ed emotiva dell’arte. Dalla fine degli anni ’70, è in prima linea nel panorama internazionale dell’arte come uno degli artisti del gruppo che è riuscito a far rinascere la forma espressiva nella pittura e nella scultura. Attraverso la rivisitazione dell’allegoria e del simbolismo, questo gruppo aveva puntato a ripristinare il mito, il mistero e il magico nell’arte contemporanea. Achille Bonito Oliva aveva definito questa tendenza “Transavanguardia”, i cui maggiori esponenti, nell’ambito italiano, furono: Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e lo stesso Paladino. Nel 1980 espone nella sezione Aperto della Biennale di Venezia e nel 1985 viene allestita la sua prima retrospettiva al Lenbachhaus di Monaco. Si susseguono da allora le presenze in importanti rassegne internazionali (Biennale di Venezia, Biennale di San Paulo del Brasile, Biennale di Lubiana, Tate Gallery di Londra, Fondazione Mirò di Barcellona, Biennale di Parigi, Kunsthaus di Basilea, National Museum di Pechino, Forte Belvedere di Firenze, Musée Royale des Beaux Arts di Bruxelles, etc...). Nel 1994 è stato il primo artista italiano contemporaneo ad esporre a Pechino. Nel 1999 la Royal Academy di Londra gli ha conferito il titolo di Membro Onorario. Le sue numerose mostre personali sono state allestite in musei pubblici e gallerie private in tutto il mondo. Sue opere di pittura e di scultura si trovano in importanti spazi pubblici ed in prestigiose collezioni istituzionali e private.
 
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