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QUEI LORO INCONTRI

di Jean-Marie Straub, Danièle Huillet

Soggetto: ispirato ai Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese
Sceneggiatura: Jean-Marie Straub, Danièle Huillet
Fotografia: Renato Berta, Jean-Paul Toraille, Marion Befve
Montaggio: Jean-Marie Straub, Danièle Huillet
Interpreti: Angela Nugara, Vittorio Vigneti, Grazia Orsi, Olimpia Carlisi, Guido Lombardi, Gino Felici
Produzione: Straub-Huillet, Pierre Grise Productions, con la partecipazione di Regione Toscana, Provincia di Pisa, Teatro Comunale di Buti, "Il Saracino", Centre National de la Cinématographie (Paris), Le Fresnoy-Studio National Des Arts Contemporains (Paris), Archipel - L.T.C. Saint-Cloud (Paris)
Nazionalità ed anno: Italia/Francia/Germania 2006
Formato: 35mm, colore
Durata: 68’
QUEI LORO INCONTRI
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Rigore ed essenzialità: il cinema di Straub-Huillet non conosce cedimenti e, negli anni, con straordinaria coerenza porta avanti un discorso espressivo che non si è mai piegato alle esigenze di convertirsi in un linguaggio di più facile approccio, leggasi pure “commerciale”. A questa Mostra veneziana la coppia (francese di nascita ma ormai italiana di adozione) ha presentato in concorso un film le cui suggestioni attingono da Cesare Pavese e da “Le cinq dernieres Dialogue avec Leucò”.
Nella campagna pisana si svolgono così cinque incontri che si declinano attraverso dialoghi dall’impostazione rigida e volutamente straniante. I protagonisti (ripresi sulle prime solo di spalle) si fissano in un’immobilità che pare inchiodarli sulle loro stesse parole e l’azione, propriamente intesa, diventa così di una incredibile fissità pittorica. Gli attori, non professionisti, “cedono” alla tentazione del dialetto andando a comporre un quadro, di immagine e di dialogo, ancor più caratterizzato e personale, perfettamente in linea con la poetica dei due autori.
Il film dura soltanto 68 minuti ma l’impegno che si richiede agli spettatori è davvero notevole. Lungi da noi l’idea di scoraggiarli ma avvicinarsi ad una simile opera – senza nulla togliere al suo intrinseco pregio – è certamente un vero atto di amore per un cinema il cui rigore può risultare ostico, se non addirittura insormontabile.
I contadini post Seconda Guerra Mondiale di Pavese, su ispirazione dei suoi Dialoghi con Leucò, che già Straub e Huillet avevano messo in scena nel maggio 2005, al teatro Francesco di Bartolo con il titolo Quei loro incontri gli uomini/gli dei. Si tratta, essenzialmente, del seguito di Dalla nube alla Resistenza che i due registi realizzarono nel 1979.
Nati in Francia rispettivamente nel 1933 e nel 1934, Jean-Marie Straub e la moglie Danièle Huillet lavorano da oltre 40 anni insieme realizzando opere di grandissima austerità culturale e politica. Cinema di ispirazione brechtiana (da cui i registi hanno tratto diversi soggetti), quello della coppia francese mostra capacità avanguardiste messe in atto con rigore formale cui si integra, tuttavia, una grande capacità dialettica con generi diversi. Senza mai trascurare la costante ideologica, sintetizzata dalla frase di Straub “Il cinema esiste perché c’è una realtà da rappresentare”.
 
Filmografia:
1963 Machorka-Muff
1965 Non riconciliati
1968 Il fidanzato, l'attrice e il ruffiano

Chronik der Anna Magdalena Bach

1969 Gli occhi non vogliono chiudersi in ogni tempo, o forse un giorno Roma si permetterà di scegliere a sua volta
1972 Introduction to Arnold Schoenberg's Accompaniment to a Cinematic Scene
1973 Lezioni di storia
1974 Mosè e Aronne
1976 I Cani del Sinai
1977 Every Revolution Is a Throw of the Dice
1979 Dalla Nube alla Resistenza
1981 Trop tot, trop tard
1982 En rachachant
1984 Rapporti di classe
1987 La morte di Empedocle
1989 Schwarze Sünde
1989 Cézanne: Conversation avec Joachim Gasquet
1992 Antigone
1994 Lothringen!
1997 Von Heute auf Morgen
1999 Sicilia!
2001 Operai contadini 
2004 Il ritorno del figlio prodigo/umiliati
2004 Une visite au Louvre
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